La crisi: pensare o sentire?

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Salve a tutti,
dal tardo pomeriggio del 12 al mattino del 18 marzo il Sole si oscura (o no) nell’esagramma 36: la Porta delle Crisi; l’Oscuramento della Luce.
Tema che Nettuno (il Grande Dissolutore – colui che ci insegna ad andare oltre il velo dell’illusione) sta portando nel campo da maggio 2021  fine aprile 2024 e che in conseguenza a questo lungo transito porterà degli strascichi… il tema della crisi rimane nel campo.

Che bellezza osservare e riconoscere la logica delle esperienze/condizionamenti che il Programma Evolutivo ci propone nella sequenza del Mandala del Rave (la Ruota della Vita secondo Human Design).

Dopo i dubbi che ci hanno portato alla Grazia… ora arriva la Crisi. Una volta che siamo riusciti (o no) a contattare la “luminosità” della Grazia… ecco che subito ci viene proposto l’Oscuramento della Luce. Un’esperienza che può sembrare di per sé ingiusta e poco gradita, magari “malvagia” ma che, in realtà, come ogni esperienza che ci viene proposta è un profondo saggio – propedeutico ed evolutivo – atto d’amore. 
Un atto d’amore che ci offre l’immensa possibilità di maturare consapevolezza: consapevolezza dell’amore che c’è e ci guida. Sempre.

Certo, il nome Crisi attribuito a questa Porta/esagramma, pare non ci lasci ben sperare e anzi ci induca a preoccuparci. Quando sentiamo il termine Crisi difficilmente ci immaginiamo qualcosa di piacevole e positivo. Ma questo nostro pensare ed interpretare non ha nulla a che fare con la Vita bensì con i limiti delle nostre credenze dominate dalla paura. In particolare la paura “umana” di soffrire, di vivere il dolore, di stare “male”… di morire.
Ecco una delle credenze più nefaste che ci condizionano: credere che il dolore sia “male”; e se vogliamo ampliare la riflessione… credere che ci sia qualcosa che è “male”, un “male” fine a se stesso. Qualcosa che sia contro di noi, contro la Vita stessa.     Può sembrare, ma… NO, non è così.

Il dolore non è “male” e non è contro di noi. Il dolore è innanzitutto imprescindibile e indispensabile per la nostra evoluzione su questo piano. E, per tanto, non possiamo evitarlo.
Il dolore non è qualcosa di punitivo ma è qualcosa di funzionale.  Il dolore è funzionale alla nostra crescita/maturazione. È uno strumento (emozione) che serve alla nostra essenza incarnata (anima) per accedere a delle istruzioni molto importanti per evolvere. Il dolore, nella sua intensità, ci permette di contattare le nostre ferite primarie che ci mettono in contatto con le nostre vulnerabilità; il che ci permette di contattare le nostre parti più ricettive che ci aprono ad essere attenti e presenti all’adesso e a ciò che ci è necessario comprendere nel profondo. Non possiamo conoscere il piacere senza il dolore e non possiamo maturare consapevolezza se non abbiamo ben integrato l’esperienza.
Ed è appunto per questo – integrare l’esperienza e così maturare consapevolezza – che serve il dolore.

Ricordiamoci che come insegna il canale del Jolly dei Mille Cammini (35/36) che contempla appunto l’esagramma 36 della Crisi… non c’è Progresso senza Crisi.
Non c’è nessun possibile progresso che non contempli l’aver attraversato una crisi.
In questo mondo duale è attraverso il dolore che sappiamo cos’è il piacere; è attraverso la miseria che sappiamo cos’è l’abbondanza; è attraverso la separazione che sappiamo cos’è l’unione; è attraverso la “malattia” che sappiamo cos’è la salute, il bene-essere. Dove il ben-Essere sta proprio nel trascendere il concetto di “male” di “contro”.

Sempre osservando il Mandala del Rave possiamo osservare che in sequenza il Sole passa ciclicamente attraverso la porta 22, 36 e 25.
Prima la Grazia-Madonna (22), poi la Crisi-Cristo (36) ed infine l’Innocenza, lo Spirito del Sé (25) che ci traghetta alla 2° parte del Quarto dell’Iniziazione: la parte in Luce dove siamo inviatati a consapevolizzarci nell’uso della nostra mente.
Ad ognuno le sue riflessioni su questo passaggio che dalla Madonna attraverso la passione cristica giunge allo Spirito.
Un pò come il Paradiso Terrestre da cui poi siamo stati cacciati e abbiamo iniziato il nostro calvario su questa terra di dolore fino a… fino al Risveglio/Resurrezione del nostro Sè. La rinascita di una mente illuminata: illuminata grazie al dolore che l’ha resa consapevole mostrandole in profondità il senso della vitae il modo di esperirla… che non è “pensare” ma “sentire”. La crisi sta proprio nel passaggio tra pensare e sentire. Quando abbandoniamo le illusorie sicurezze della logica razionale e di ciò che ci ha condizionato mentalmente/culturalmente e ci apriamo ad una nuova più alta dimensione che è quella del sentire… più vicina alla nostra anima.
La crisi è quella della nostra mente che teme i cambiamenti: li desidera con tutte le sue aspettative ma nello stesso tempo ne ha paura perché non ne ha il controllo.
Come possiamo evitare le crisi nel momento in cui siamo identificati nella mente che teme i cambiamenti, in una realtà che è in continuo cambiamento?
Va da sé che finché siamo identificati con i limiti della mente… siamo sempre in crisi e finiamo per soffrire inutilmente.
Dove il “problema” non è il dolore che di per sé, come abbiamo visto, è utile e transitorio/dinamico (viene consegna l’informazione e se ne va) ma è la staticità della sofferenza che è la mancanza di accettazione del dolore: l’inutile sforzo di giudicarlo, evitarlo, negarlo (il che non è possibile… da qui la persistenza della sofferenza finché perdura l’auto-prigionia di certe nostre convinzioni). È la sofferenza che ci imprigiona, non il dolore. E siamo noi a imprigionarci alla sofferenza nel momento in cui non accogliamo quello che c’è.

Da tenere presenti in questi giorni:

– senso di insicurezza, incertezza, instabilità di fronte ai cambiamenti (crisi emozionali).
– possibile contatto con dolore, sofferenza, crisi. E forte propulsione a condividere tutto ciò che ci fa “male” e non comprendiamo. Attenzione agli sbilanciamenti emozionale e il bisogno di sicurezza nell’altro. Bene farci aiutare ma ricordarci che siamo noi a fare il “lavoro” su di noi.
– possibili manifestazioni di rabbia per l’incapacità di stare col dolore: rabbia che fa implodere in sé stessi o esplodere sugli altri.
– crisi sentimentali, mancanza di chiarezza/confusione con chi “ci sta a cuore” (chi accende i nostri sentimenti). Facili litigi e conflitti specie nell’intimità.
– crisi per il confronto con le limitazioni che possono manifestarsi in modo improvviso e scioccante.
– senso di inadeguatezza di fronte alle novità. Nervosismo di fronte a nuove situazioni per cui ci sentiamo inadeguati.
– paura che le nostre aspettative non si realizzeranno (come immagine la nostra mente identificata). Sconforto, sfiducia.

– la tanto temuta crisi viene dal lat. crisis, dal gr. krísis che significa ‘scelta, decisione’. proprio a questo serve la crisi: a sapere cosa decidere (conoscendo ciò che ha determinato la crisi e come ci si sente durante e dopo) .

RICORDO che quanto elencato – in genere, quanto detto riguardo ai transiti – non è certo inevitabile. Sono solo condizionamenti dove ognuno è tenuto a stare su di Sé e cavalcare queste esperienze maturando consapevolezza in accordo alla propria unicità, invece che farsi travolgere dalle reazioni automatiche (pensieri – emozioni) della nostra macchina biologica posseduta dal Non sé.
Non c’è progresso senza crisi e, come recita l’I Ching, il declino non è “eterno” (come pensa e teme la mente) ma è una fase naturale e non duratura.
Basta avere pazienza e fiducia… e tutto passa… lasciando in noi una maturata esperienza.


FRASI PER QUESTI GIORNI:

“Anche questo passerà!
“Niente da cercare, niente da evitare!

Buona crisi! Buone consapevoli decisioni sapendo che il dolore è inevitabile ma la sofferenza dipende da noi: da quanto ci attacchiamo alle convinzioni della mente e temiamo il nuovo, il diverso, lo sconosciuto… ciò che cambia… la Vita.
Se temi la Vita… la crisi è assicurata. Se accogli la Vita (ciclo di piacere/dolore) il progresso è garantito.

Procediamo nella crisi, grazie alla crisi; nel dolore, grazie al dolore…
Individualmente Insieme

Ps. ricordo la crisi delle crisi che attualmente è grandemente diffusa: IL PENSARE DI SENTIRE.

VIDEO QUI SOTTO ✨👇🏼✨

La regola dei cicli in cui il declino è una fase naturale ma non duratura.
- Porta 36, I Ching del Rave -
Just Now 13.3.24
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