Salve corpo e grazie per le “tue” scoperte!

PREMESSA
(sì, questo transito è particolarmente lungo ma chi lo desidera può non solo saltare la premessa e leggere più sotto ma ANCHE SENTIRE L’AUDIO!!!)

Di recente confrontandomi con alcuni partecipanti all’ultimo corso di Human Design che ho tenuto (il Living Your Design) sono emerse alcune difficoltà nel leggere le mie settimanali pubblicazioni sui transiti. Dove, sembra, il blocco sia stato di duplice natura.
1. la mia consueta descrizione introduttiva usando termini tecnici di Human Design (esempio: Porte e rispettivi numeri, Esagrammi, Quarti, Mandala del Rave ecc.) che un pò pare inibire il prosieguo della lettura  a chi non è confidente con questa Scienza della Differenziazione;
2. la lunghezza del post unita ad una certa percepita intensità/densità dei temi trattati che sembra rendere ostico il fluire e la comprensione degli argomenti.
Insomma… troppa roba e un pò “difficile”! Meglio spezzare il testo in due articoli e/o alleggerirlo.
Di fatto questi sono feedback che ricevo da almeno un decennio… da quando ho cominciato a scrivere i transiti (nel 2013).
Onestamente ho anche provato a più riprese a cambiare stile ma… alla fine ci sono sempre “ricascato”.
In ogni caso, devo anche ammettere, c’è anche il sentito piacere di altre prospettive che invece lodano e apprezzano il mio stile e i miei “pipponi” dove sembra che tutto sia chiaro

e anzi… si potrebbe pure approfondire un altro pò. Che dire? Viva la diversità dell’unicità!
Tra queste diverse prospettive sembrerebbe qui opportuno ricordarmi il “no choice” (nessuna scelta se non arrendermi alla mia unicità).
Ad ogni modo, facente parte della mia “scelta” sento anche quello di sperimentarmi. E, in questo tempo di stimolanti limitazioni, riscontro opportuno cogliere la possibilità di cimentarmi in altre modalità “più semplici e leggere”. Specie il mio sentito proposito di universalizzare Human Design non come qualcosa di estremamente tecnico riservato ai pochi ma uno strumento pratico e utile per aiutare l’individuo al Ricordo di Sé: riconoscere e amare la propria (divina) unicità.
Un prezioso strumento di integrazione che – chiaramente prima di essere utilizzato per integrare – va integrato esso stesso: compreso, accolto nella nostra quotidianità.

Sicché, alla luce di una “dolce” universalizzazione, procedo iniziando senza “tecnicismi humandesignesi” che comunque inserisco alla fine; cogliendo qui l’importanza di ricordare di averli sempre presenti mentre si studia un transito per avere i giusti punti di riferimento e allenarsi all’uso delle parole chiavi che sono di fondamentale importanza – una volta acquisiti i fondamentali di Human Design – per la comprensione delle meccaniche di funzionamento: umane e non.

Vediamo che succede…

***********

Qui sotto la traccia audio del testo a seguire! ✨👇🏼✨


Salve a
tutti,
e, come ogni tanto mi piace ricordare – a maggior ragione sotto questi transiti per parlano di amore (per il corpo) e guarigione – “salve” non è tanto un obsoleto saluto formale ma un augurio di salute!
In corpo, mente e spirito. Dove salve sta per “salute a te”. “Che tu possa stare bene”(come il tuo corpo chiede ed io ti auguro).
Dal latino salve, imperativo di salvēre; propriamente “stai bene”.
Sicché… salve, salve, salute a te! Ave!

Ed eccoci qui, dopo che confusioni, oppressioni e ossessioni mentali, attriti, conflitti, brame sessuali, astinenze, frustrazioni, difficoltà, dolori, crisi e confronti… ci hanno potenzialmente accompagnato in questi giorni (assieme a chiarezze, creatività, consapevolezze e soddisfazioni)… stiamo continuando a navigare nelle imprevedibili acque delle relazioni: il principale tema proposto dai transiti in questi mesi.
Come procedere in questi mari? Come riuscire a cavalcarne le onde senza imbatterci negli scogli? Come evitare il perderci e il naufragare?
Quattro suggerimenti:
– fare una costante manutenzione della nave e tenerla efficiente… così come prendersi cura di tutto l’equipaggio (ciò che ci permette di navigare: il bio-veicolo);
– avere chiara la rotta (il proposito);
– tenere saldo il timone (saper decidere: cosa è Sì e cosa è No),
– sapere che “il mare calmo non fa il buon marinaio”  (nella vita, specie nelle nostre intime relazioni, sono le burrascose sfide, il confronto con le difficoltà, i limiti, il dolore… a farci evolvere più che i momenti “calmi”).

 

Sono tempi dove dolorose potenzianti esperienze, piccole o grandi, quando ben integrate… ci riconducono sempre a noi.
Dove LA GUARIGIONE È SEMPRE POSSIBILE nel momento in cui spostiamo l’attenzione dall’altro a noi stessi:
– quando realizziamo che l’amore dell’altro esiste SOLO come riflesso dell’amore a noi stessi;
– quando smettiamo di dare la priorità a quello che è esterno a noi e rivolgiamo la nostra attenzione al nostro interno: la nostra verità;
– quando ci togliamo dal senso del dovere, dal senso di colpa, dal bisogno di approvazione e dalla paura del giudizio e smettiamo di sacrificarci nello sforzo di essere leali a tutti i costi nei confronti dell’altro (buonismo) finendo per tradire noi stessi nel risentimento;
– quando ci assumiamo TUTTA la responsabilità di ciò che accade.
E per quanto la responsabilità nella coppia sia di ognuno il 50%… che l’assunzione di quel 50% sia totale e l’attenzione/energia sia rivolta al nostro 50% senza distrazioni e dispersioni alla ricerca di facili capi espiatori (pre) occupandoci dell’altro 50% che non ci compete.
L’altro assorbe, riflette e amplifica ciò che siamo.
L’altro – specie con chi abbiamo deciso di convivere e condividere in intimità – ci “serve” a riconoscere aspetti di noi oscuri, nascosti prestandoci il grande “servizio” di riflettercelo affinché ci possiamo riconoscere, comprendere e accogliere totalmente.

Tutto parte e ritorna a noi.
Qui, su questo piano, al nostro corpo che ci ricorda costantemente momento per momento il nostro ad essere qui! Essere. Qui. Presenti. Adesso.
Il nostro corpo ci “ri-membra” la DETERMINAZIONE  a Esserci, Essere. Esserci come NOI stessi. Nella nostra Unicità.
Il nostro cuore ci “ri-corda” (cuore dal latino cor-cordis) la DETERMINAZIONE ad Amare. Amare innanzitutto NOI stessi. PER amare l’altro, il Tutto.

È solo dal nostro corpo e dalla sua spontanea intelligenza che possiamo radicarci nell’unica dimensione possibile: l’adesso.
È solo dal nostro corpo e dalla sua spontanea intelligenza che possiamo garantirci questa esperienza di vita con i suoi cili di piacere e dolore (esperienze di consapevolezza/risveglio).
È solo dal nostro corpo e dalla sua spontanea intelligenza che possiamo “sentire” e connetterci con noi stessi e l’altro trascendendo i limiti della mente identificata (verso l’intelligenza del Cuore).

Fidiamoci del nostro bio-veicolo, di questo strumento animico che ci conduce – momento per momento – al Ricordo di Sé attraverso la serendipità.
Quella serendipità sorella della sincronicità che inaspettatamente e “casualmente” (spesso considerata mera “fortuna”, “casualità”) ci fa essere nel posto giusto al momento giusto PER fare trascendenti scoperte ma che nel profondo non è casuale ma causale.
Il “caso” non esiste. Tutto ciò che ci accade è causato dalla determinazione con cui ci ascoltiamo (ascoltiamo il nostro bio-veicolo) e lo seguiamo in amore a noi stessi: Strategia e Autorità.
Questa è la più serendipica e trascendente delle scoperte: conoscere e amare la nostra unicità!
Grazie al nostro corpo.

E qui mi fermo che nella foga del mio essere, al di là della premessa iniziale, ho già seguito la mia determinazione a fare “pipponi”.
Per quanto sarebbe più che opportuno, visti i tempi, parlare di amore per il corpo come di accogliere ciò che siamo nella unicità che la nostra anima ha deciso di incarnare: nella sua forma maschile e nella sua forma femminile in accordo agli archetipi/leggi universali.
Nonché all’amore per il corpo del nostro linguaggio: le parole che sono magia e determinano il nostro modo di percepire e interpretare/determinare la realtà.
Ma… vi risparmio e per ora va bene così… e… chi ha orecchie per intendere… intenda.

ATTENZIONE alla cura del corpo… e delle parole.

Buona determinazione ad Essere, a rinnovare il nostro autentico SÌ alla Vita, attraverso l’amore al nostro corpo, a noi stessi… grazie alla relazione col corpo dell’altro.

Individualmente Insieme… proseguiAMO…

***********

Dal 21 al 26 settembre il Sole è nell’Esagramma 46: la Porta della Determinazione del Sé; Spingere verso l’alto.
La determinazione del nostro Sé che ci porta a serendipiche scoperte.

Il messaggio della Porta 46:
Buona fortuna che può essere percepita come il risultato della serendipità, ma deriva da sforzo (impegno) e dedizione.
La determinazione di accettare che si è nel posto giusto è profondamente spirituale.

Questa Porta (del Centro G: identità, direzione, amore) è una delle Porte della Croce di Incarnazione della Coppa dell’Amore ed è connessa all’amore del corpo, della carne: il mezzo (bio-veicolo) che ci permette come anime di sperimentare la vita e maturare consapevolezza incarnati nei limiti della materia.
Con questa Porta inizia la parte in Luce del Quarto dei Legami/Relazioni.
Seconda parte del Quarto in cui il Sole toccherà  ogni 5/6 giorni (fino a inizi novembre) tutte le sette porte del Centro della Milza (il Centro di Consapevolezza del Corpo connesso all’intelligenza del corpo e alle sue paure).

L'amore dell'altro esiste SOLO come riflesso dell'amore a noi stessi.
Tutto parte e ritorna a noi.
Qui, su questo piano, al nostro corpo.
Just Now 21.9.22
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