Il labirinto è da vivere, non da finire

“Maestro, come faccio ad uscire da questo labirinto? Non vedo via d’uscita…”
“La via d’uscita non è da vedere. È da sentire.”
“Come si fa a sentire?”
“Basta restare nel tuo labirinto.
Rimani dentro alla tua confusione.
Accomodati ben bene proprio al centro del tuo caso e solo dopo aver sentito in ogni angolo del tuo corpo la direzione che ti sta attirando, alzati e prosegui nel tuo cammino.”
“E se non sento questa chiamata?
Rischio di rimanere immobile tutta la vita.”
“Quando rimani per tutto il tempo necessario con il tuo disorientamento e rispetti i suoi tempi di azione dentro di te, si dissolvono due demoni: la paura e la fretta di agire.
Non riescono a vivere nella stasi, nel vuoto, nell’immobilità dei pensieri.
E tu puoi finalmente aprire gli occhi e usare la tua bussola interiore.
Che come per magia e con naturalezza ti indica la via da percorrere.”
“E se non ci riesco e mi perdo in questo groviglio di vie da scegliere?”
“Se ti perdi è un’occasione ulteriore per ritrovarsi.
Il labirinto è fatto da innumerevoli sentieri diversi. Ma uno solo può portarti all’uscita.
Non avere fretta di trovarla questa fine.
È nel mezzo che si scoprono le più incredibili ricchezze.
Esercitandosi sempre di più a sentire qual è la strada da percorrere.

Il labirinto è da vivere, non da finire.”

– Elena Bernabè –
Quando rimani per tutto il tempo necessario con il tuo disorientamento e rispetti i suoi tempi di azione dentro di te, si dissolvono due demoni: la paura e la fretta di agire.
Se ti perdi è un'occasione ulteriore per ritrovarsi.
Il labirinto è da vivere, non da finire
Il labirinto da vivere… “into”: dentro; labile, l’abile, (anche) la bile.
Individualmente Insieme.
Adesso.
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