Jim Carrey, all’anagrafe James Eugene Carrey (nato il 17 gennaio 1962 a Newmarket, in Canada) è un attore, comico e artista canadese naturalizzato statunitense, noto per la sua mimica esplosiva e la straordinaria elasticità espressiva.
Cresciuto in una famiglia modesta, sperimenta presto difficoltà economiche che lo portano a lavorare giovanissimo. È proprio l’umorismo a diventare il suo rifugio e la sua forza. Inizia nei club di cabaret di Toronto e poi si trasferisce a Los Angeles, dove ottiene visibilità nello show televisivo In Living Color.
Negli anni ’90 esplode al cinema con film diventati cult come Ace Ventura – L’acchiappanimali, The Mask e Scemo & più scemo, imponendosi come uno dei volti più iconici della comicità americana.
Ma Carrey non è solo maschera e risata. Con The Truman Show e Man on the Moon dimostra una profondità drammatica sorprendente, ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui due Golden Globe.
Negli ultimi anni si è dedicato anche alla pittura e alla riflessione spirituale, parlando apertamente di depressione, identità e ricerca interiore. Dietro la smorfia comica, c’è un uomo che ha fatto della vulnerabilità una forma d’arte.
Una figura intensa, eccessiva, a tratti geniale.
Uno che ha trasformato il dolore in risata — e la risata in consapevolezza.
Jim Carrey e la “potenziante” depressione
Unica forza vitale 60/3: Mutazione – pressione/depressione mutativa individuale.
“La depressione è stata la mia compagna. Ne ho sofferto per anni ma ora non è più costantemente al mio fianco, come un tempo. Non mi sento più affogare perché mi sono reso conto che è come la pioggia, ti bagna, certo, ma non si posa abbastanza da sommergermi.
La consapevolezza mi ha permesso di schermarmi dalla delusione. Il problema sta proprio nel lasciare che sia l’esterno a definirti, mentre dovresti essere tu. La strada verso l’accettazione è complicatissima.
Oggi mi sono sintonizzato sulla frequenza giusta, ho capito che io non sono un mondo a parte, ma un pezzo di qualcosa di più grande.”
– Jim Carrey –
Jim Carrey
Generatore Sacrale 1/3
Croce di Incarnazione di angolo retto delle Leggi
Il disegno di chi sperimenta una soddisfazione potenziante nell’adattarsi con spirito alla situazione, investigando e sperimentando fino a trasformare/mutare il proprio modo di essere nel confronto con i limiti della forma e con le responsabilità inevitabili che ogni cambiamento e le sue difficoltà comportano.
Chi, proprio grazie al confronto con la mutazione/depressione (ON/OFF), sa accogliere quello che c’è e come incarnare l’adrenalinica spinta propulsiva per divertire così come stimolare conoscenza. Dove il profondo (doloroso) studio introspettivo impulsa la possibilità di eccellere nell’arte dell’intrattenimento/distrazione. E il saper trarre stimoli dai limiti risulta funzionale a potenziare la consapevolezza. O no.
La vita offre sempre nuove opportunità, e tu puoi decidere di coglierle oppure rimanere lì con la paura di coglierle.
E' meglio rischiare di morire di fame che arrendersi. Se si rinuncia ai propri sogni, cosa rimane?
Il mio obiettivo è quello di dimenticare il dolore della vita. Dimenticare il dolore, deridere il dolore, ridurlo. E ridere.
Se non stai vivendo il momento presente, o stai guardando avanti in attesa di incertezze, o stai guardando indietro verso dolore e rimpianti.
La gente ha bisogno di motivazione per fare qualsiasi cosa.
Non credo che gli esseri umani imparino nulla senza disperazione.
La vita è un calvario, anche se eccitante, ma io non la cambierei per i bei vecchi tempi di povertà e oscurità.
Mi sento come uno che vuole prendersi cura di tutti e sento anche un terribile senso di colpa se non posso farlo.
Prima di fare qualsiasi cosa penso se ciò non sia ancora stato visto.
A volte si rivela essere qualcosa di orribile e non adatto per la società. A volte l'ispirazione diventa qualcosa per cui ne vale la pena.
Forse altre persone cercheranno di limitarmi, ma io non mi limito.