Il marchese Salvador Dalí, all’anagrafe Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech, (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989), è stato un pittore, scultore, scrittore, fotografo, cineasta, designer e sceneggiatore spagnolo
Abile pittore e virtuosissimo disegnatore, è celebre principalmente per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste: il suo peculiare tocco fu attribuito all’influenza che ebbero su di lui i maestri del Rinascimento.
Il suo talento artistico trovò espressione in svariati ambiti, tra cui il cinema, la scultura e la fotografia, portandolo a collaborare con artisti di ogni settore; egli stesso faceva risalire il suo amore “per tutto ciò che è dorato ed eccessivo, la mia passione per il lusso e la mia predilezione per gli abiti orientali” ad una auto-attribuita discendenza araba, sostenendo che i suoi antenati discendessero dai Mori.
Dotato di grande immaginazione e con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti, irritò coloro che hanno amato la sua arte e infastidì i suoi detrattori, dal momento che i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l’attenzione più delle sue opere.
All’età di sei anni volevo essere un cuoco.
A sette volevo essere Napoleone.
E la mia ambizione è andata crescendo costantemente sin da allora.
Per acquistare un crescente e duraturo rispetto in società, è una buona cosa, se possiedi un grande talento, di dare, presto nella tua giovinezza, un bel calcio al garretto destro della società che ami. Dopo questo, sii uno snob.
L’intelligenza senza ambizione è come un uccello senza ali.
Il termometro del successo è semplicemente l'invidia degli scontenti.
La sola differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo.
C'è solo una differenza tra un pazzo e me. Il pazzo pensa di essere sano di mente. Io so di essere pazzo.
Gli errori hanno quasi sempre una natura sacra. Non cercare di correggerli.
Al contrario: razionalizzali, comprendili totalmente. Dopodichè, sarà possibile per te sublimarli.
Ogni mattina, al risveglio, provo un supremo piacere — il piacere di essere Salvador Dalí — e mi chiedo stupito: “Cosa farà ancor oggi di prodigioso Salvador Dalí?
Io non mi drogo. Io sono la droga.