Donna seduta su una panchina osserva le montagne all’alba

La solitudine come strada per la libertà

Attraverso la mia esperienza e una comprensione più profonda di me e delle mie meccaniche di funzionamento, ho realizzato che stare soli non significa necessariamente sentirsi soli.
Una comprensione che non riguarda soltanto me e che ritrovo anche nell’esperienza di molte persone.

Possiamo essere circondati da persone e avvertire una profonda distanza. Oppure possiamo non avere nessuno accanto e sentirci presenti, raccolti, in relazione con noi stessi e con la Vita.

Non è soltanto l’assenza degli altri a determinare ciò che viviamo.
È il modo in cui stiamo con noi stessi.
Come ci viviamo quei momenti di solitudine.

La solitudine può diventare isolamento, chiusura, amarezza. Ma può anche offrirci lo spazio necessario per ascoltarci, riconoscere i nostri bisogni e ritrovare una libertà che nessuna presenza esterna può sostituire: la libertà di essere noi stessi.

Solitudine e isolamento: qual è la differenza?

Spesso nelle letture e nelle sessioni di counseling, quando affronto il tema della solitudine mi piace condividere quella che, secondo me, è la differenza tra solitudine e isolamento.
Due condizioni che alla mente possono sembrare sinonime e che, invece, sono molto differenti.

L’isolamento nasce spesso da una separazione sofferta.

Ci sentiamo esclusi, rifiutati, non compresi o privi del sostegno di cui avremmo bisogno. La nostra attenzione rimane rivolta verso quello che manca: chi non c’è, chi non ci vede o chi non approva ciò che sentiamo.

In questi momenti non siamo realmente con noi stessi. Siamo ancora sbilanciati verso l’altro, aspettando che la sua presenza, il suo riconoscimento o la sua conferma possano colmare ciò che avvertiamo come una mancanza.

La solitudine (consapevole) ha una qualità differente.

Non è una fuga dalle relazioni e non è il rifiuto del mondo. È la possibilità di rimanere con noi stessi senza doverci distrarre, riempire o cercare continuamente fuori ciò che non riusciamo ancora a incontrare dentro.

È uno spazio (interno) nel quale possiamo fermarci.

Respirare.

Fare il punto della situazione e ascoltare ciò che il chiacchiericcio della mente, le aspettative e le richieste esterne spesso non ci permettono di sentire.

La presenza di sé secondo Osho

Ammetto che la differenza tra solitudine e isolamento mi è stata ispirata molti anni fa dal testo di accompagnamento di una carta dei Tarocchi Zen di Osho: la Solitudine. Al tempo usavo queste carte praticamente ogni giorno e certe riflessioni, come questa, mi sono rimaste impresse.

Osho descrive con chiarezza la differenza tra la solitudine vissuta come mancanza e l’essere soli come presenza:

Sentirsi soli è l’assenza dell’altro. Essere soli è la presenza di se stessi.
— Osho, The Greatest Miracle alla fonte ufficiale della OSHO Online Library

Dire che possiamo stare bene con noi stessi non significa sostenere che non abbiamo bisogno degli altri.

Siamo esseri relazionali. Abbiamo bisogno di incontro, condivisione, intimità e appartenenza. Ma una relazione non può sostituire la relazione con noi stessi.

Quando chiediamo all’altro di riempire ogni nostro vuoto, rassicurare ogni paura o confermare continuamente il nostro valore, il legame rischia di trasformarsi in dipendenza. La presenza dell’altro non viene più incontrata nella sua libertà: diventa qualcosa di cui abbiamo bisogno per non sentire ciò che accade dentro di noi.

Essere capaci di stare soli significa non affidare completamente a qualcuno la responsabilità del nostro benessere.

Possiamo allora incontrare l’altro non soltanto perché ne abbiamo bisogno, ma perché desideriamo realmente condividere con lui una parte del nostro cammino.

La carta IX dei Tarocchi Zen di Osho

La carta IX dei Tarocchi Zen di Osho, intitolata La Solitudine — che nei Tarocchi tradizionali corrisponde all’arcano maggiore dell’Eremita — mostra un uomo anziano che procede da solo, accompagnato da una luce che nasce dall’interno.

L’immagine richiama una condizione che molte persone attraversano: non trovare negli altri conferma o sostegno per qualcosa che sentono profondamente vero.

Quando questo accade, possiamo amareggiarci e sentirci esclusi. Oppure possiamo riconoscere che la nostra visione sta imparando a reggersi senza dipendere completamente dall’approvazione della famiglia, degli amici o delle persone con cui lavoriamo.

Questo non significa chiuderci al confronto o considerarci superiori agli altri. Significa assumerci la responsabilità di ciò che riconosciamo dentro di noi, senza pretendere che tutti lo comprendano o lo condividano.

La luce rappresentata nella carta non illumina l’intero cammino. Illumina lo spazio immediatamente di fronte, giusto quello per mostrare come procedere: dove fare il prossimo passo.
Un passo alla volta. Un dettaglio alla volta.

La libertà non consiste nel sapere perfettamente dove stiamo andando, ma nel poter avanzare senza tradire ciò che sentiamo vero… soltanto per non rimanere soli.

La Porta 40 in Human Design: Solitudine e Liberazione

In Human Design, questo tema è espresso dall’Esagramma 40: la Porta della Solitudine – Liberazione.

La Porta 40 appartiene al Centro del Cuore/Ego e, insieme alla Porta 37, forma il Canale della Comunità. La sua solitudine non è quindi separata dalla relazione: nasce proprio all’interno di un’energia profondamente legata allo scambio, agli accordi, al lavoro e al sostegno della comunità.

Dopo avere offerto la propria volontà e le proprie risorse, la Porta 40 ha bisogno di ritirarsi.

Ha bisogno di riposo.
Ha bisogno di non essere continuamente disponibile.

Il suo “lasciatemi solo” non è necessariamente un rifiuto dell’altro. Può essere il bisogno naturale di recuperare le proprie energie dopo aver lavorato, supportato gli altri e mantenuto un impegno.

Quando questo bisogno non viene riconosciuto, la disponibilità rischia di trasformarsi in stanchezza, amarezza, risentimento e senso di sfruttamento. Continuiamo a fare ed essere disponibili anche quando dentro di noi sentiamo che sarebbe necessario fermarci.

La solitudine diventa allora liberazione perché ci permette di lasciare andare, almeno per un tempo, i ruoli e le responsabilità che abbiamo assunto.

Possiamo riposare senza dover dimostrare il nostro valore.
Possiamo dire NO senza smettere di amare ed esserci davvero.

Puoi approfondire questo tema anche nell’articolo La solitudine e nella pagina dedicata ai nove Centri in Human Design.

Stare soli senza chiudersi alla relazione

La solitudine non è sempre sana soltanto perché è stata scelta.
A volte possiamo utilizzarla per proteggerci da un dolore, evitare un confronto o non rischiare più di essere feriti. In questo caso il ritiro non ci riporta a noi stessi: ci allontana dalla Vita.

La differenza non dipende dal fatto di essere fisicamente soli, ma da ciò che accade dentro di noi.

  • La tua solitudine ti nutre o ti inaridisce?

  • Ti permette di ritrovare presenza oppure alimenta il risentimento?

  • Ti aiuta a tornare nelle relazioni in modo più autentico o diventa una barriera che impedisce agli altri di raggiungerti?

Una solitudine fertile non spezza i legami.
Crea respiro.
Ci permette di riconoscere i nostri limiti, rispettare le nostre energie e tornare verso l’altro senza esserci persi nella relazione.

In questo spazio possiamo ricordare che dire NO – prenderci tempo e ritirarci quando ne abbiamo realmente bisogno – non interferisce con l’amore.

Può essere una delle sue forme più autentiche.

Fa’ di te stesso un’isola, di te stesso un rifugio.
– Gautama Buddha, Mahāparinibbāna Sutta (DN 16), traduzione adattata

La libertà di stare soli non consiste nel non avere bisogno di nessuno.
Consiste nel non dover rinunciare a noi stessi per avere qualcuno accanto.

Buona pratica di rigenerante solitudine e riposo.
E di patti chiari con te stesso: sapere quando dire e quando dire NO.

Individualmente Insieme

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Laura Galbiati
31/07/2026
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Ho richiesto ad Alberto una lettura del mio grafico ed è stata per me un'esperienza davvero unica e fondamentale. Uno spartiacque tra prima e dopo. Devo dire che mi sono ritrovata in tutto ciò che Alberto mi ha sapientemente illustrato. Inoltre mi ha fatto notare dei talenti di cui non ero consapevole e che non avrei mai pensato di avere. Un passo avanti verso l'amare me stessa. Mi rendo conto che la strada è lunga e difficile ma ora ho una direzione da seguire. Mi sono davvero appassionata allo Human Design e credo proprio che continuerò ad approfondirlo con il corso Living Your Design. Vorrei sottolineare inoltre l'altissima professionalità, serietà e attenzione non solo da parte di Alberto ma anche della sua collaboratrice Verena. Una bellissima esperienza che consiglio di fare a tutti coloro che sentono di avere dentro di se qualcosa da dare, da esprimere ma non sanno come fare a tirarlo fuori.
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Sara Porzionato
20/07/2026
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Ho fatto la lettura individuale di Human Design con Alberto e mi ha aiutato molto per capire alcune dinamiche che metto in atto e, soprattutto, per comprendere come attuare certe strategie che mi portino a rispettare ed essere sempre me stessa.
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Chiara Marotta
08/07/2026
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Esperienza di "living your design" davvero incredibile. È stata un'occasione di crescita personale di grandissimo valore, utile per comprendere meglio me stessa e il mio modo di interagire con gli altri. Ho apprezzato la competenza, l'empatia e il modo coinvolgente con cui Alberto ha divulgato i contenuti di questo percorso. Consiglio questa esperienza a chiunque voglia acquisire maggiore consapevolezza di sé e valorizzare i propri punti di forza.
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iperboreatrieste
07/07/2026
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Ho lavorato con Alberto attraverso la lettura individuale di base, la lettura della croce d'incarnazione e due sedute di coaching. Ringrazio sempre Alberto e condivido spesso con gli altri la mia esperienza fatta con lui perchè trasmette passione per il suo lavoro e per questo strumento evolutivo che è Human Design. Attraverso Alberto e nello specifico attraverso la lettura individuale di base è come se fossi rinata: mi hanno mostrato chi sono e come funziono. Ogni cosa detta in quella lettura parlava di me, di ogni mia piccola sfumatura, ma la cosa più importante è che mi ha fatto vedere che non ero sbagliata, che se mi sentivo diversa c'erano delle reali motivazioni che riguardano la mia tipologia. Con Alberto e Human Design ho iniziato a capire come muovermi nella vita di ogni giorno, ad ascoltare il mio sentire, la mia Anima... Consiglio vivamente Alberto e Human Design per migliorare le nostre relazioni, per conoscere noi stessi e per accompagnare i nostri figli nel loro percorso di crescita. Un grande abbraccio. Cristina Pontini
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Camilla Ripani
22/06/2026
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Ho cercato Alberto per fare chiarezza su un nodo e una problematica ricorrente. Mi ha aiutato nel mettere a fuoco alcuni aspetti della mia natura, dandomi le chiavi per potenziarmi e risolvere i conflitti da cui non riuscivo a tirarmi fuori. Ritengo che non sia semplicemente preparato, ma proprio abile a vedere oltre le apparenze. In breve tempo mi ha fatto focalizzare quello che non ero riuscita a cogliere e valorizzare con altri percorsi più lunghi. Super raccomandato :)
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Monica Ponchia
08/06/2026
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Un corso, ed in primis una scelta importante, per approfondire la propria unicità di funzionamento, facendo luce sul potenziale ed i meccanismi che ci caratterizzano. Accompagna a scardinare, conoscersi più a fondo, comprendere meglio le nostre interazioni, riconoscendo la bellezza e l’importanza della propria ed altrui unicità! Grazie Alberto!
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LAURA GIUNTI
02/06/2026
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Living Your Design, 3 giorni di formazione intensa e profonda, per capire le dinamiche relazionali e smettere di lasciarsi abnubilare da dubbi e aspettative da se stesso e dall'altro. È semplice, ma non è facile (cit Alberto Sturiale) quindi un corso imperdibile come primo passo verso questa scienza del risveglio. Grazie 🙏
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stefania bizzi profile picture
stefania bizzi
02/06/2026
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È come se si fosse aperto uno squarcio nel cielo , grazie Alberto per avermi dato gli strumenti per abitare quello spazio e vivere finalmente la magia della Vita . Stefania
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Lara Pirotta
11/05/2026
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Sono profondamente grata per questa lettura di Human Design. È stata un’esperienza intensa e illuminante, che mi ha lasciato tantissimi spunti di riflessione. Ci vorrà tempo per integrare tutte le informazioni ricevute, ma una cosa è certa: quando inizi a comprendere davvero chi sei e il valore della tua unicità, non puoi più dimenticarlo! Grazie Alberto per la professionalità, la sensibilità e per avermi accompagnata con cura in questo bellissimo viaggio di scoperta. Dajeeeee sempre! ;-)

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