“Non ti intromettere mai nella sofferenza altrui.
L’uomo deve stancarsi di se stesso e bere fino in fondo la coppa di veleno che gli spetta.
Non essere presuntuoso e non sperare di poter aiutare tutti.
È possibile aiutare soltanto chi è pronto ad accettare l’aiuto.
Una persona che soffre vede il mondo attraverso il proprio dolore, e perciò è sorda e cieca.
Ognuno si trascina dietro la sua esperienza di vita senza vedere che si tratta di un peso morto.
Se interverrai nella altrui sofferenza, il vortice karmico ti risucchierà in un gioco a te estraneo.
Ricorda che l’uomo è capace di contagiare con la sua sofferenza.
Procedi per la tua strada senza voltarti.
Soltanto se stai facendo la tua strada potrai aiutare la gente a rialzarsi”.
– Satyananda Saraswati –
Il testo di Satyananda Saraswati ci riporta al Quarto Ordine dell’Aiuto di Bert Hellinger: mettersi a disposizione e al servizio della riconciliazione nel sistema.
Si può aiutare davvero solo quando si guarda la persona che ci chiede aiuto dentro la cornice più ampia: quella della visione sistemica.
Essere al servizio significa custodire nel cuore non solo la persona davanti a noi, ma l’intero sistema familiare, con la sua storia, i suoi legami, le sue ferite e le sue possibilità di pace.
Il disordine nasce quando si dimenticano, o si escludono, persone che in realtà custodiscono la chiave della soluzione. Questo accade spesso quando chi aiuta cade nella trappola del giudizio.
Chi aiuta veramente non giudica. Sceglie di onorare tutti, riconoscendo che la riconciliazione passa dal rispetto e dall’inclusione.
In Human Design ciò che parla di cura e guarigione è un movimento agito in Risposta o su Invito.
“La mia disponibilità a supportarti c’è… ma ci devi essere anche tu.
Posso aiutarti solo se sei tu a chiedermelo… e io sento che sono disposto ad aiutarti e posso farlo”.