La Grazia della Chiarezza

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Salve a tutti,
dal 10 al 15 settembre il Sole ci illumina nell’esagramma 47: la Porta della Realizzazione mentale; Oppressione.

Dopo il transito nella porta 64 (vedi transito precedente) che parlava di confusione così come di chiarezza, ora è il turno della sua porta “giustapposta” 47 che parla di oppressione così come di realizzazione mentale. Insieme queste due porte che sono l’una di seguito all’altra nel Mandala del Rave definiscono il canale 64/47 chiamato il canale di Astrazione: la forza vitale che si occupa di elaborare l’esperienza passata.
Sono quindi due porte molto connesse tra di loro che si occupano rispettivamente: la 64 di pressione mentale e la 47 di realizzazione mentale; ovvero di intensa pressione alla ricerca del senso dell’esperienza, del significato della vita (la 64) e di lungo complesso processo astratto di visione dati al fine di partorire/realizzare chiarezza (la 47).
Prendendo in prestito la stessa metafora usata da Ra Uru Hu (il messaggero/fondatore di Human Design), la Porta 64 ha il compito di raccogliere in modo disorganizzato gli spezzono di pellicola dei vari film che costituiscono la propria vita e la Porta 47 ha l’arduo compito di super-visionarli tutti e metterli in ordine dando un senso alla narrazione; un pò come un trailer che usando spezzoni di film offre un’idea di come dovrebbe essere il film.
Usando un’altra metafora è come assemblare un puzzle o un mosaico e rimettere insieme tutti i pezzi inizialmente separati e buttati alla rinfusa fino a comporre l’immagine completa e sensata. Va da sé che il compito di riordinare il tutto non è affatto facile e, specie all’inizio, di fronte ad un tale disordine, caos c’è un naturale senso di oppressione, di confusione che via via che si comincia a riordinare il tutto va man mano a sciamare diventando sempre più un movimento rilassato ed armonioso. Affinché questo processo di chiarezza possa accadere sono richiesti due fattori fondamentali: Tempo e Pazienza.
Dove la Pazienza a sua volta richiede perseverante calma e quieta attenzione.

Il movimento dalla confusione alla chiarezza richiede saper attendere. 
Sapere aspettare che tutto segua il naturale flusso che porta all’armonia: che dall’oscurità conduce alla luce.
Quest’attesta – questo saper attendere – porta infine la Grazia (porta 22 polare della 47) della Chiarezza.
Quella Grazia che sconfigge la paura della futilità: ovvero che l’esperienza di vita sia inutile e tutto quello che è successo sinora sia senza senso e scopo.
Questo disperato senso di inutilità, di assenza di significato, di oscuro vuoto esistenziale è la grande paura della confusione e di ciò che può emergere dalla visione del nostro passato se ci lasciamo rapire dalle basse emozioni che confondono e smarriscono il senso delle cose o ci sforzano di crearne uno fondendosi con pensieri ossessivi.
La nostra pavida mente che ha paura del vuoto, del misterioso, dello sconosciuto è sempre alla ricerca di un senso, di una risposta, di una soluzione di qualcosa in cui si possa rifugiare e che sia comodo e sicuro (la così detta zona di comfort). La nostra mente identificata teme che qualcosa non abbia senso, teme di non avere riferimenti a cui aggrapparsi per non perdersi nel vuoto e per questo si agita e freme per trovare significati, sicurezze possibilmente il più in fretta possibile. E in tal senso l’unico posto dove può trovare qualche certezza istantanea è nel passato. Sicché è lì che comincia a cercare, cercare, cercare….
Ma, come la natura insegna, di fretta non si va da nessuna parte e il rischio è di non approdare a nulla o di inventarsi qualche soluzione sulla base delle credenze e delle aspettative che troviamo nel nostro passato o che l’ansia di risposte genera dal nostro passato.
Questa frenetica ricerca ci spinge a impaludarci nel passato (quel che è già stato) o a naufragare in ipotetici futuri (quel che dovrebbe essere) perdendo di vista l’unica cosa che realmente conta e ci può salvare: il presente (quello che è). L’Adesso dove sta di casa la Grazia nel momento in cui ci lasciamo guidare rilassati dalla Pazienza.
È proprio la Pazienza che ci accompagna alla Chiarezza con cui sappiamo distinguere tra le tante immagini, dati, informazioni, ricordi, memorie… quelle utili e funzionali per noi, per viverci la nostra vita – adesso – all’insegna della nostra unicità e poterla manifestare (Liberamente in Pace).

Liberiamoci dall’ansia di dover arrivare subito a una qualche sicurezza, comprendere immediatamente tutto e non sentire più dolore e paura.
Paradossalmente è esattamente quello che la nostra mente cerca subito di eliminare – dolore e paura – che, in verità, ci conduce alla Grazia della Chiarezza.
Solo riconoscendo le nostre paure e attraversando il nostro dolore tutto si dipana ed emerge la Chiarezza.
Quella luminosa Chiarezza “piena di Grazia” che ci aiuta a comprendere che non c’è nulla di sbagliato, nulla di male: nemmeno nella paura e nel dolore che ci creano confusione.
Nel momento in cui mi sento confuso l’unica cosa che posso fare è ricordarmi che quella confusione non è “male” non è “contro di me”. Anzi.
Quella confusione è solo, a ben vedere, ambasciatrice di chiarezza e viene ad annunciarne anticipatamente la venuta.
Nel momento in cui accolgo la confusione ed il senso di vuoto e smarrimento che porta e non mi lascio possedere dalla fretta… questione di tempo e ciò che mi serve arriva. E, a onor del vero, lo stesso tempo di attesa per la chiarezza non è tempo vano, tempo perso ma tempo prezioso per l’esercizio di auto-osservazione che è propedeutico alla Chiarezza. Ricordiamoci sempre che quel che conta più che la meta è il viaggio: non tanto approdare alla Chiarezza ma COME ci viviamo l’attesa, il viaggio per la Chiarezza, con quale stato d’animo. Questo fa una profonda differenza nella nostra vita.
In quanto il tanto ricercato senso della nostra vita si può manifestare solamente adesso, nel presente: al livello di coscienza in cui siamo.

In questi giorni in cui possiamo essere oppressi dal passato non lasciamoci rapire dalle emozioni e da certi pensieri ossessivi specie impregnati di senso di colpa, rimorsi e ripensamenti. Stiamo con quello che c’è, con le immagini e le memorie che emergono e non lasciamoci travolgere.
Specie non commettiamo l’impietoso errore di giudicare con la nostra attuale consapevolezza ciò che abbiamo fatto in passato e quel che un tempo consideravamo vero. Tutto cambia. Stiamo nell’adesso e impariamo a starci grazie al confronto con le nostre esperienze passate (e quelle di chi ci ha preceduti), affinché non siano state vissute in vano.
Cerchiamo di essere più indulgenti con noi stessi. E che tale indulgenza non ci porti ad essere più accomodanti ma più responsabili.
OSSERVIAMO SILENTI e – prima di formulare giudizi e sbilanciamenti emozionali – riconosciamo il senso portato da quelle emozioni, da quei pensieri, da quelle esperienze.
Nel ricordo che

Nulla è a caso. Tutto ha un senso.
Nulla è contro di me. Tutto è PER me.

Posso non averlo chiaro subito ma – in fiducia – posso sostenere e agevolare l’arrivo della Chiarezza e della sua Grazia che è già insita nella Fiducia.

Buon proseguimento nella Fiduciosa Attesa che si manifesti dall’oppressiva confusione… la Grazia della Chiarezza.

Quella Grazia che mi connette al Sé e mi fa sentire in Pace col Tutto.
Partendo dal sentirmi in Pace con quello che è stato e ringraziando tutto quello che è stato e mi ha permesso di essere qui, ora.

Individualmente Insieme

Uno stato restrittivo e avverso come risultato della debolezza interna o della forza esterna o di entrambi.
- Porta 47, I Ching del Rave -
Just Now 11.9.23
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