Non è tanto restare vivi, quanto restare umani che è importante

18 settembre 2024

Ieri sera – sotto una stupenda ‘Super’ Luna Piena in Pesci – nella mia stanza d’albergo ho visto che in televisione davano un film sugli zombie (World War Z).
Non sono un amante degli zombie anche se ammetto che sono uno stimolante modo di rappresentare la massa dormiente degli uomini (?) di questa società (vedi anche Matrix Resurrections).
Così ho cercato sul mio computer un altro film e qualcosa mi ha portato a rivedere dopo tanti anni Orwell 1984 [titolo originale Nineteen Eighty-Four film britannico del 1984 diretto da Michael Radford, tratto fedelmente dal romanzo distopico 1984 di George Orwell].
Un film che inizia con questa frase:

«Chi controlla il passato controlla il futuro.
Chi controlla il presente controlla il passato».

Interessante.
Ho trovato decisamente ironico il fatto che immediatamente ho avuto la sensazione di stare vedendo un altro film sugli zombie.
Zombie meno terrificanti della narrazione degli ultimi decenni ma sotto-sotto più inquietanti perché meno ‘fantasiosi’ e più terribilmente reali. Specie considerando come stiamo procedendo in questi ultimi anni.

Devastante accorgermi come i temi del film/libro quali il totalitarismo “per il bene sociale”, il bipensiero [«La guerra è pace», «La libertà è schiavitù», «L’ignoranza è forza»], la neolingua [il metodico impoverimento della lingua = della coscienza], lo psicoreato [dove già solo avere un pensiero unico è reato], la ‘correzione’ dei testi di storia e delle notizie di attualità secondo la volontà del Grande Fratello, il voler abolire la sessualità (in pratica i sessi), le onnipresenti  televisioni con telecamera in casa, la massiva manipolazione tramite l’uso dei media che permette che «La menzogna diventa realtà e passa alla storia»… sono tutte pratiche ‘diaboliche’ che non solo non sono fantasie dispotiche ma sono già pratiche in atto da decenni che ci stanno coinvolgendo in ogni aspetto della vita.
Fondamentale è rendercene conto. Senza cadere in paure, preoccupazioni, angoscie e reattività. Osservare e renderci conto trasformando i limiti in stimoli evolutivi per maturare consapevolezza (di noi stessi).
Temi molto vasti e di grande attualità che meriterebbero uno spazio di riflessione a parte e che suggerisco individualmente di approfondire.
Qui – in linea con i transiti del momento (Sole nella Porta 6: la sorgente delle emozioni) – sento di portare l’attenzione su una frase detta da Winston, il protagonista del film alla sua amata:

«Non è tanto restare vivi, quanto restare umani che è importante. Quello che conta è non tradirci a vicenda.
[…]
Se riescono a cambiare i mie sentimenti possono ad impedirmi di amarti. Questo sarebbe un tradimento».
La donna, Julia, risponde che è impossibile che questo accada.
Neanche sotto tortura possono arrivare a far credere qualcosa di falso e manipolare il Cuore. Impossibile! Non c’è da preoccuparsi.
Eppure… è davvero così impossibile subire una tale manipolazione da far perdere il contatto col proprio Cuore e arrivare a tradire il proprio amore?
Da vedere il film/leggere il libro fino alla fine.

Il punto è questo:
– Quanto siamo condizionati dalle nostre emozioni, dei nostri pensieri?
– Quanto queste stesse emozioni che paiono evidente prova della nostra capacità di sentire, di essere veri e i nostri pensieri che paiono dimostrazione della nostra intelligenza e coscienza individuali… in realtà sono credenze/convinzioni condizionate dall’esterno?
– Quante volte tradiamo noi stessi per emozioni e pensieri di seconda mano?
– Che succede se mi faccio guidare da quelli che credo essere i miei sentimenti e i miei ideali e alla fine non sono i miei?
– Che succede se pur di restare ‘vivo’ finisco col tradire la mia umanità? Sono davvero vivo? O sono uno zombie?
– Riesco ad accorgermi quando sono e mi comporto da umano e quando sono e mi comporto da zombie?

Altra frase del protagonista del film:
«Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente».
Una riflessione di Winston che sta ad indicare che basta dire la verità e poi tutto il resto è una conseguenza. L’importante è essere veri, nella verità. Il resto viene da sé. Semplice.

Eppure…
– In questa società posso affermare liberamente che “due più due fa quattro”? Posso esporre liberamente la mia verità?
– Davvero posso farlo? Sono veramente libero di dire la verità? O no? [vedi fact checkers]
– Fino a quando? Da chi/cosa dipende ciò che credo vero o no? Chi stabilisce la verità per me?
– I “miei” sentimenti, i “miei” pensieri sono davvero i “miei”? O sono condizionati dalle credenze che mi hanno inculcato (famiglia, scuola, società…)?
– Quello che io sento vero per me, se fosse smentito dal collettivo (dalla scienza, dalla religione, da amici e parenti), sarebbe ancora vero per me?
– Fino a che punto sono integro con la mia verità?
– Chi determina e preserva i limiti della mia umanità?
– Per cosa sono disposto a vivere? Per cosa sono disposto a morire?
– Sto vivendo da umano o sopravvivendo da zombie?
– Sento o credo di sentire?
– Penso e ragiono in modo autonomo o in modo automatico?
Sono sveglio o sto dormendo (credendo di essere sveglio)?

…….

Buone riflessioni nel 2024 ispirate da un film del 1984 (tratto dal libro pubblicato l’8 giugno 1949!)
… dopo 40 anni (75!)… fantascienza o realtà?
Ed io? Come sto contribuendo a questo “film”? Che parte sto “recitando”, adesso?

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