L’attuale transito (Sole nella Porta 45) ci ricorda che la manifestazione nella materia è radicata nell’egoismo.
PRIMA IO
Dobbiamo sfatare l’assoluta negatività che è stata attribuita all’egoismo e riconoscere la fondamentale importanza del sano egoismo come unico modo per supportare i propri bisogni e – di conseguenza – i bisogni dell’altro.
PRIMA IO
Se no ho non posso dare. Se non faccio il mio interesse come faccio a dare all’altro? Cosa do? Da che spazio?
PRIMA IO
Posso essere d’aiuto solo in quanto me stesso. Se sono continuamente sbilanciato sull’altro come faccio a dare il mio autentico contributo?
PRIMA IO
Se sto su di me non tolgo nulla all’altro. Anzi. Solo così posso dare il mio meglio. Se non rispetto me stesso come posso rispettare l’altro?
PRIMA IO
Se sono in pace con me stesso sono in pace con l’altro.
Se mi sforzo di essere in pace con l’altro sono in guerra con me stesso e, di conseguenza, con l’altro. La mia attenzione è prima su di me o sull’altro?
PRIMA IO
PER ME = PER TE!
Traccia audio in fondo al testo con commenti aggiuntivi 🔊
Salve a tutti,
sulla base di alcune vostre perplessità e riflessioni (che ringrazio!) mi rendo conto che il messaggio qui sopra originariamente pubblicato sul gruppo Telegram possa essere difficilmente compreso e facilmente frainteso da qualcuno. Ci sta.
Avevo iniziato a scrivere una risposta sul gruppo ma poi ho sentito opportuno scrivere un articolo qui sul sito.
Come avevo annunciato siamo stati talmente indottrinati nei secoli a giudicare l’egoismo solo come qualcosa di negativo da rendere difficile, se non impossibile, vedere nell’essere egoista (sano egoismo) una via alla propria auto-realizzazione. Come di fatto è.
L’egoismo, in genere interpretato come moralmente sbagliato, è inteso come un fare qualcosa a scapito dell’altro (contro) per proprio esclusivo interesse personale. Il pensiero comune è “se mi occupo di me non posso occuparmi dell’altro; se io penso a me escludo l’altro; se io mi arricchisco vuol dire che impoverisco l’altro; in pratica… o io o l’altro”.
Ciò appare logico alla morale ma non è detto che sia vero. Anzi.
La formula mentale separativa funziona tramite l’ “o… o” (out-out) e ciò rende difficile contemplare la – possibile e naturale – formula integrativa “e… e” (et-et).
Che è la naturale e semplice (bio)logica dell’Amore.
C’è da fermarci (fermare l’identificazione con la mente) e chiederci: In che modo se faccio coscientemente, responsabilmente qualcosa PER me, ciò può essere a discapito dell’altro? In che modo se amo me stesso e decido in base al mio sentire, posso negare qualcosa a qualcuno o interferire nella sua vita?
Pensare a me stesso, riconoscere e occuparmi innanzitutto dei miei bisogni è sbagliato? Danneggia qualcuno?
Posso occuparmi di me e dei miei bisogni e nello stesso tempo provvedere ai bisogni dell’altro? È possibile? O devo per forza sopraffare l’altro o rinunciare a qualcosa?
E se rinuncio a qualcosa è perché “devo” o perché “voglio”?
Questo è un punto cruciale. Comprendere la differenza tra “dovere” e “volere/sentire”; “si deve fare” e “mi va di farlo”; “per forza” e “perché così sento, così mi va”.
A mio avviso, tanto è frainteso il concetto di egoismo, così è frainteso il concetto di amore.
Pare che essere egoisti vada in contrasto con l’amore. Ma è davvero così?
Come mai amare – nel pensiero comune – significa imporsi qualcosa, rinunciare/compromettermi per l’altro?
Davvero per amore devo per forza compromettermi, rinunciare, sacrificarmi, negarmi qualcosa?
Davvero se sono egoista per affermarmi devo per forza agire a discapito dell’altro?
In natura, dalla cellula, alla pianta, all’animale, al pianeta, ogni elemento sta su di sé e nel farlo contribuisce al bene comune. Come mai così non può essere così anche per l’uomo?
La natura non contempla la separazione. Perché l’essere umano sì?
Che sia proprio in questa indagine il segreto del libero arbitrio e il conseguente possibile sviluppo della consapevolezza individuale e sistemica?
Nella pratica forse c’è da indagare come si interpreta l’egoismo e il senso di “saper stare su di sé”, rispettare i propri bisogni; il senso profondo di cosa significa sacrificio e cosa significa amore.
Forse c’è da chiederci se ci sia qualcosa che interferisce nella relazione tra l’uomo e la sua natura e portare lì la nostra massima attenzione.
E, forse, c’è da riconoscere le nostre resistenze interne ad appagare i nostri bisogni e chiederci come mai la cosa più naturale del mondo (stare su di noi) risulti essere così difficile e, a tratti, “minacciosa”? Il mondo è disarmonico perché non pensiamo abbastanza all’altro o perché non siamo in grado di pensare sufficientemente a noi stessi? Tutto funziona se noi ci occupiamo del giardino dell’altro (a nostro modo) o del nostro (a nostro modo)?
Tornando alla mondanità… Come mai sono convinto che se mi rispetto non rispetto l’altro? Che se sto su di me qualcuno ne può risentire? Dov’è radicata in me questa convinzione? Nell’Amore? O nella Colpa?
Se sacrificarsi (sacrum-facere) è in origine qualcosa si sacro, di divino, un atto d’amore… dove sta il sacro, il divino, l’amore nell’imporsi qualcosa, nel dover rinunciare a qualcosa? Il sacro, il divino, l’amore sta in qualcosa che ci dobbiamo imporre e sforzarci di fare che va contro la nostra natura o in qualcosa che è naturale e su cui siamo chiamati a portare consapevolezza? L’egoismo è sbagliato di per sé o il punto sta che – di norma – non si agisce consapevolmente?
Anche se so che ancora i fraintendimenti possono scaturire nonostante queste domande perché certe convinzioni sono davvero dure a morire (trasformarsi) preferisco limitarmi a queste domande e lasciare ad ognuno le proprie riflessioni.
Ricordando di non credere a niente di quello che dico e si dice ma di sperimentare sulla propria pelle… con perseverante ascolto interiore.
Ad ogni modo, visto che la mente cerca sempre di confutare la possibilità di un sano egoismo portando gli esempi dei genitori nei confronti dei figli o di sé nei confronti del proprio partner… mi viene da chiedere: siamo così sicuri che i genitori quello che fanno per i figli sia esclusivamente e totalmente un atto di amore per i figli? Può essere che questo atto d’amore sia di fondo un movimento di amore a sé stessi, lo si faccia per sé (consciamente o inconsciamente)? Siamo proprio certi che dietro ad alcuni ammirevoli atti di amore e sacrifici per i figli non ci siano, di fondo, delle convinzioni, delle paure, dei modi di affermare se stessi?
Siamo così sicuri che per amore del nostro partner dobbiamo rinunciare a quello che ci piace? È per noi uno sforzo e un dovere fare in modo che tutto sia sempre in armonia col partner? Siamo sicuri che devo rinunciare a qualcosa per il partner? E se di rinuncia si tratta è qualcosa che mi pesa e mi faccio andare bene o è qualcosa che permette di confrontarmi con i miei limiti e mi stimola a riconoscerli e superarli? La relazione è potenziante solo quando si è in armonia o anche quando ci sono disarmonie, disaccordi, confronti?
Se faccio qualcosa per me, perché lo sento importante per me e all’altro non va bene… cosa c’è di “male”?
Se non mi va di vedere il film che vuole vedere il mio partner; se non mi va di andare a trovare un parente in ospedale; se non mi va di cucinare per qualcuno; se non mi sento di accompagnare qualcuno da qualche parte; se non mi va di partecipare a quella festa o di fare quel regalo o di fare quegli auguri o quel viaggio insieme o di rispondere a quel messaggio… che problema c’è? Mi devo sentire egoista e in quanto tale sbagliato? Inadeguato in amore? Indegno dell’amicizia dell’altro? Mancante di qualcosa?
Qual è il problema ad ascoltarmi e manifestare la mia verità? A chi può infastidire o nuocere la mia verità?
Posso davvero amare qualcuno imponendomi di fare qualcosa che non mi va? Sto dando all’altro il meglio di me, la mia autenticità sforzandomi di essere e fare qualcosa che non mi corrisponde in quel momento? Se mi impongo di fare qualcosa o pretendo che l’altro faccia se io ho fatto qualcosa per lui… posso chiamare questo “amore”, sacrum-facere, egoismo?
Come funziona?
Sono egoista se penso a me e non lo sono se mi sforzo di essere altro rispetto a quello che sono?
Sono egoista se penso a me e non lo sono invece se sono accondiscendente, accomodante, compiacente con l’altro?
Se sto su di me impongo anche all’altro di non stare su di sé?
Davvero sono convinto che se dico e faccio quello che – davvero – sento, il mondo vada a rotoli?
Certo c’è chiaramente da sentire e, di conseguenza, avere chiara la differenza tra sentire e credere di sentire.
Magari il punto sta proprio qui. La difficoltà di sentire, di saper ascoltare la propria verità, i propri bisogni. Unita alla difficoltà di confrontarci con l’altro e accogliere un rifiuto, una indisponibilità, una mancata aspettativa, la paura del dolore, della solitudine.
La subdola convinzione che se sono egoista sono rifiutato e abbandonato. La credenza che se sono egoista sono destinato a far soffrire e rimanere solo. Ma questo è un fatto o una percezione del fatto?
È davvero sbagliato essere egoista o è una convinzione instillata nella mia mente dall’esterno che me lo fa credere?
Chi trae davvero vantaggio al fatto che io non stia su di me ad appagare i miei bisogni? Il sé o il non sé?
Può qualcuno trarre vero vantaggio dalla mia ipocrisia a tradirmi e ad auto-convincermi di farlo per amore dell’altro?
Di nuovo… non mi metto a stabilire cos’è bene o male, cos’è amore o no, sacrificio o no, egoismo o no ma… confido queste domande portino personali riflessioni.
Buon proseguimento… nell’unico modo possibile: in amore a se stessi e, di conseguenza, PER l’altro.
Individualmente Insieme.
Ps. il vero egoista, quello che davvero separa e non lavora per l’unione è quello che non pensa a sé e sta sempre sull’altro e invece che agire in armonia a quello che sente… si sforza di agire per mantenere l’armonia con l’altro. Questa non è integrità ma ipocrisia.
EGO significa “io”: come posso, incarnato nella materia, fare qualcosa per qualcuno se non partendo dall’Io = quello che sono, nei miei stessi limiti?
Come faccio a trascendere l’io se neanche mi concedo di sperimentarlo?
Come faccio a trascendere l’io se mi giudico così pesantemente ogni volta che sto nel mio “Io”?
Come faccio a trascendere l’io se giudico così pesantemente l’altro ogni volta che sta nel suo “Io”?
È ora! È ora! Giunge la Luce tra ciuffi di scogli fogli di abissi emergono assetati d’inchiostro Cinti di colori pulsanti danzano cori di spugne fenicotteri di vita su crini destini scrivono Vita Le cime dei pini sussurrano curiose l’avvento che soffia scompigliando animi in pagliai di braci Spirito lieve si posa senza posa senza […]
La Piccola Anima il Sole «Non avere paura del buio, ti aiuterà a trovare la luce». scritta da Neale Donald Walsch, l’autore di “Conversazioni con Dio” Ai miei futuri nipotini se mai ne avrò, e a tutte le Piccole Anime in attesa di venire al mondo. Siete per noi benedizione e speranza, innocenza e gioia, […]
Quando passeremo oltre la comprensione, avremo la Conoscenza. La ragione fu l’aiuto, la ragione è l’ostacolo. Quando passeremo oltre la volontà, avremo il Potere. Lo sforzo fu l’aiuto, lo sforzo è l’ostacolo. Quando passeremo oltre i piaceri, avremo la Beatitudine. Il desiderio fu l’aiuto, il desiderio è l’ostacolo. Quando passeremo oltre l’individuo, saremo vere Persone. […]
Bisogna lasciare gli altri ai loro processi di comprensione. Bisogna lasciare che facciano il loro personalissimo dolore. Bisogna permettere a ciascuno di attraversare il proprio fuoco, il ponte pericolante delle proprie scelte maldestre senza correre ai ripari ad ogni scricchiolio, come si permette a un bambino di cadere se vogliamo che impari a camminare: anche […]
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Ho richiesto ad Alberto una lettura del mio grafico ed è stata per me un'esperienza davvero unica e fondamentale. Uno spartiacque tra prima e dopo. Devo dire che mi sono ritrovata in tutto ciò che Alberto mi ha sapientemente illustrato. Inoltre mi ha fatto notare dei talenti di cui non ero consapevole e che non avrei mai pensato di avere. Un passo avanti verso l'amare me stessa. Mi rendo conto che la strada è lunga e difficile ma ora ho una direzione da seguire. Mi sono davvero appassionata allo Human Design e credo proprio che continuerò ad approfondirlo con il corso Living Your Design. Vorrei sottolineare inoltre l'altissima professionalità, serietà e attenzione non solo da parte di Alberto ma anche della sua collaboratrice Verena. Una bellissima esperienza che consiglio di fare a tutti coloro che sentono di avere dentro di se qualcosa da dare, da esprimere ma non sanno come fare a tirarlo fuori.
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Sara Porzionato
20/07/2026
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Ho fatto la lettura individuale di Human Design con Alberto e mi ha aiutato molto per capire alcune dinamiche che metto in atto e, soprattutto, per comprendere come attuare certe strategie che mi portino a rispettare ed essere sempre me stessa.
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Chiara Marotta
08/07/2026
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Esperienza di "living your design" davvero incredibile. È stata un'occasione di crescita personale di grandissimo valore, utile per comprendere meglio me stessa e il mio modo di interagire con gli altri. Ho apprezzato la competenza, l'empatia e il modo coinvolgente con cui Alberto ha divulgato i contenuti di questo percorso. Consiglio questa esperienza a chiunque voglia acquisire maggiore consapevolezza di sé e valorizzare i propri punti di forza.
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iperboreatrieste
07/07/2026
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Ho lavorato con Alberto attraverso la lettura individuale di base, la lettura della croce d'incarnazione e due sedute di coaching. Ringrazio sempre Alberto e condivido spesso con gli altri la mia esperienza fatta con lui perchè trasmette passione per il suo lavoro e per questo strumento evolutivo che è Human Design. Attraverso Alberto e nello specifico attraverso la lettura individuale di base è come se fossi rinata: mi hanno mostrato chi sono e come funziono. Ogni cosa detta in quella lettura parlava di me, di ogni mia piccola sfumatura, ma la cosa più importante è che mi ha fatto vedere che non ero sbagliata, che se mi sentivo diversa c'erano delle reali motivazioni che riguardano la mia tipologia. Con Alberto e Human Design ho iniziato a capire come muovermi nella vita di ogni giorno, ad ascoltare il mio sentire, la mia Anima... Consiglio vivamente Alberto e Human Design per migliorare le nostre relazioni, per conoscere noi stessi e per accompagnare i nostri figli nel loro percorso di crescita. Un grande abbraccio. Cristina Pontini
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Camilla Ripani
22/06/2026
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Ho cercato Alberto per fare chiarezza su un nodo e una problematica ricorrente. Mi ha aiutato nel mettere a fuoco alcuni aspetti della mia natura, dandomi le chiavi per potenziarmi e risolvere i conflitti da cui non riuscivo a tirarmi fuori. Ritengo che non sia semplicemente preparato, ma proprio abile a vedere oltre le apparenze. In breve tempo mi ha fatto focalizzare quello che non ero riuscita a cogliere e valorizzare con altri percorsi più lunghi. Super raccomandato :)
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Monica Ponchia
08/06/2026
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Un corso, ed in primis una scelta importante, per approfondire la propria unicità di funzionamento, facendo luce sul potenziale ed i meccanismi che ci caratterizzano. Accompagna a scardinare, conoscersi più a fondo, comprendere meglio le nostre interazioni, riconoscendo la bellezza e l’importanza della propria ed altrui unicità! Grazie Alberto!
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LAURA GIUNTI
02/06/2026
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Living Your Design, 3 giorni di formazione intensa e profonda, per capire le dinamiche relazionali e smettere di lasciarsi abnubilare da dubbi e aspettative da se stesso e dall'altro. È semplice, ma non è facile (cit Alberto Sturiale) quindi un corso imperdibile come primo passo verso questa scienza del risveglio. Grazie 🙏
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stefania bizzi
02/06/2026
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È come se si fosse aperto uno squarcio nel cielo , grazie Alberto per avermi dato gli strumenti per abitare quello spazio e vivere finalmente la magia della Vita . Stefania
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Lara Pirotta
11/05/2026
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Sono profondamente grata per questa lettura di Human Design. È stata un’esperienza intensa e illuminante, che mi ha lasciato tantissimi spunti di riflessione. Ci vorrà tempo per integrare tutte le informazioni ricevute, ma una cosa è certa: quando inizi a comprendere davvero chi sei e il valore della tua unicità, non puoi più dimenticarlo! Grazie Alberto per la professionalità, la sensibilità e per avermi accompagnata con cura in questo bellissimo viaggio di scoperta. Dajeeeee sempre! ;-)
LIVING YOUR DESIGN
CORSO BASE DI HUMAN DESIGN
Per conoscere e amare la tua unicità.
Online dal 1° settembre In presenza e online dal 9 all’11 ottobre