Audrey Hepburn

Audrey Hepburn, nata Audrey Kathleen Ruston Hepburn (Ixelles, 4 maggio 1929 – Tolochenaz, 20 gennaio 1993), è stata un’attrice britannica. Cresciuta tra Belgio, Regno Unito e Paesi Bassi, dove visse sotto il regime nazista, durante la seconda guerra mondiale studiò danza per poi passare al teatro e infine al cinema.

Nel corso della sua carriera lavorò con Billy Wilder, George Cukor e Blake Edwards, oltre che con attori del calibro di Gregory Peck, Humphrey Bogart, Gary Cooper, Cary Grant, Rex Harrison, William Holden, Peter O’Toole e Sean Connery e raggiunse la fama mondiale, nei primi anni cinquanta, grazie a ruoli come quello di Gigi in uno spettacolo teatrale tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice francese Colette (1951), interpretazione che le valse il Theatre World Award per gli esordi teatrali, della Principessa Anna in Vacanze romane (1953), interpretazione che le valse l’Oscar come migliore attrice. Altri suoi celebri ruoli sono quelli in film quali Sabrina (1954), Guerra e pace (1956), Cenerentola a Parigi (1957), La storia di una monaca (1959), Colazione da Tiffany (1961), Sciarada (1963), My Fair Lady (1964), Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966), Gli occhi della notte e Due per la strada (1967).

Negli anni settanta e anni ottanta apparve sempre più raramente sul grande schermo, preferendo dedicarsi alla famiglia. Nel 1988 fu nominata ambasciatrice ufficiale dell’UNICEF e, da quel momento fino alla sua morte, si dedicò assiduamente al lavoro umanitario, in riconoscimento del quale ricevette nel 1992 la Medaglia presidenziale della libertà (Presidential Medal of Freedom) e nel 1993 il Premio umanitario Jean Hersholt (Jean Hersholt Humanitarian Award).

Vincitrice di due Oscar, di tre Golden Globe, di un Emmy, di un Grammy Award, di quattro BAFTA, di due premi Tony e di tre David di Donatello, la Hepburn fu una delle figure di spicco del cinema statunitense degli anni cinquanta e sessanta. L’American Film Institute ha inserito la Hepburn al terzo posto tra le più grandi star della storia del cinema e ha una sua stella sulla Hollywood Walk of Fame, al 1652 di Vine Street.

Audrey Hepburn
Generatrice Sacrale 6/2
Croce di angolo sinistro dell’Incarnazione
Il Disegno di chi, sensibile alla storia/destino dell’umanità, si realizza con soddisfazione nell’esprimere la sua selettiva integrità in sempre nuove esperienze che cambiano prospettive e schemi maturando coscienza attraverso l’esempio.

La futura attrice è nata in Belgio nel 1929 in una famiglia di ceto alto: suo padre lavorava in finanza e sua madre, la baronessa Ella van Heemstra, era una nobildonna olandese. Nel 1935 il padre lasciò la famiglia e se ne andò a Londra, Audrey trascorse alcuni anni in una elegante scuola privata vicino a Dover, in Inghilterra, ma con l’inizio della guerra sua madre pensò che fosse meglio per lei e sua figlia trasferirsi in Olanda. Nonostante il titolo nobiliare, la famiglia non era ricca: «Mia madre non aveva un centesimo – rivelò l’attrice, morta nel 1993 – I miei genitori hanno divorziato quando avevo 10 anni, mio padre è scomparso, non avevamo soldi». Nel 1942 lo zio, Otto van Limburg Stirum, fu arrestato, imprigionato, e fucilato, una tragedia che ha convinto la madre di Hepburn, sostenitrice del nazismo, ad aiutare la resistenza. Fu nell’estate del 1944, quando Hepburn iniziò a fare volontariato per Hendrik Visser ‘t Hooft, medico e leader anti-tedesco, che si formarono i suoi legami con la Resistenza. Lei mise la danza al servizio degli anti-nazisti, iniziando a esibirsi in eventi notturni illegali, solo su invito, organizzati per raccogliere fondi. Inoltre, ha consegnato un giornale della Resistenza, l’Oranjekrant, e visto che parlava inglese, fu scelta da Visser ‘t Hooft per portare messaggi e cibo ai piloti alleati abbattuti nel 1944. Secondo il figlio dell’attrice, Luca Dotti, la guerra era sua storia preferita da raccontare: «Mi ha detto che era elettrizzante per lei».

A seguire altre informazioni sulla partecipazione di Audrey Hepburn alla resistenza olandese:
https://thevision.com/cultura/audrey-hepburn/

Ci sono viaggi che si fanno con un unico bagaglio: il cuore.
Per avere degli occhi belli, cerca la bontà negli altri; per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili; e per il portamento, cammina con la consapevolezza che non sei mai sola.
La cosa più importante è quello di godersi la vita – essere felice – è tutto quello che conta.
La donna la si può corteggiare in mille modi e forse più. Ma ce n’è uno che va oltre il bacio e oltre lo sguardo… Il rispetto!
Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio…
Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri.
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