Emozioni del passato: come attraversarle senza esserne sopraffatti

Come Ulisse con le sirene

Le emozioni del passato sono come sirene: possono sedurci fino a divorare il presente.

Nella nostra quotidianità il passato ritorna spesso attraverso un ricordo, una fotografia, una musica, un incontro o una parola.

Tra i ricordi che riaffiorano, quelli dolorosi possono avere una forza particolare. Sono impregnati di emozioni intense e creano ponti immediati con ciò che abbiamo vissuto, fino a farcelo percepire come se stesse accadendo ancora.

L’evento appartiene al passato, ma l’emozione che sentiamo è reale nel presente.

Questa distinzione è fondamentale.

Ciò che è accaduto non sta accadendo di nuovo. Noi siamo qui e non siamo più esattamente le persone che eravamo allora. Possono essere cambiati i luoghi, le relazioni, le circostanze e le nostre possibilità di scelta.

Eppure, per qualche istante, il ricordo può sovrapporsi alla realtà e farci perdere il contatto con ciò che sta avvenendo adesso.

Quando il passato diventa presente

Un’emozione legata al passato non vive soltanto nei pensieri.

Può manifestarsi nel corpo attraverso una contrazione, un’accelerazione del battito, un peso sul petto, un nodo alla gola o l’impulso a fuggire, attaccare o chiuderci.

Il corpo reagisce a qualcosa che ricorda.

Se non siamo consapevoli di ciò che sta accadendo, possiamo identificarci completamente con quella reazione. Non sentiamo più di stare attraversando un dolore: diventiamo quel dolore.

La mente comincia allora a raccontarci che nulla è cambiato, che ci troviamo ancora nella stessa situazione e che quello che abbiamo vissuto continuerà a ripetersi.

Ma ciò che sentiamo, per quanto autentico e intenso, non sempre descrive ciò che sta accadendo nel presente.

Accogliere un’emozione non significa identificarsi

Di fronte alle emozioni dolorose possiamo cadere in due movimenti opposti.

Il primo è lasciarci trascinare dal loro richiamo, continuando a rivivere il passato attraverso pensieri, immagini e interpretazioni che alimentano la sofferenza.

Il secondo è cercare di eliminarle il prima possibile, come se provare dolore fosse un errore da correggere.

In entrambi i casi perdiamo il contatto con l’adesso.

Accogliere un’emozione non significa consegnarle il timone della nostra vita.

Significa riconoscere che è presente, ascoltare ciò che porta con sé e permetterle di attraversarci senza considerarla l’intera verità su chi siamo e su ciò che stiamo vivendo.

Possiamo sentire dolore senza essere soltanto quel dolore.
Possiamo ascoltare il passato senza doverlo rivivere.

Ciò che cerchiamo di eliminare tende a ritornare

Quando comprendiamo che ogni esperienza cambia e che nulla rimane immutabile per sempre, la mente può trasformare questa consapevolezza in una nuova pretesa:

«Allora devo liberarmene subito.»

Cerchiamo una soluzione rapida, una spiegazione definitiva o una bacchetta magica capace di far scomparire ciò che ci fa soffrire.

Ma la fretta di guarire può diventare un altro modo per allontanarci da noi stessi.

Ciò che tentiamo di fuggire o rifiutare tende a ripresentarsi, perché non ha ancora trovato uno spazio nel quale essere riconosciuto, attraversato e integrato.

Non tutto può essere cancellato.
Non tutto deve essere dimenticato.

Alcune esperienze possono essere comprese e trasformate. Altre possono diventare parte della nostra storia senza continuare a governare il nostro presente.

Il tempo necessario non può essere imposto dalla mente. Possiamo però scegliere come abitarlo: continuando ad alimentare l’identificazione oppure portando attenzione, ascolto e consapevolezza a ciò che emerge.

Il viaggio verso la disidentificazione

La soluzione non consiste nel combattere le emozioni, ma nel cambiare il nostro modo di stare con esse.

Possiamo fermarci e domandarci:

  • Ciò che sento appartiene a quanto sta accadendo adesso o è stato risvegliato da un ricordo?
  • Che cosa sta realmente avvenendo nel presente?
  • Dove sento questa emozione nel corpo?
  • Di che cosa ho bisogno per rimanere presente senza esserne sopraffatto?
  • Quale parte di me chiede di essere riconosciuta e accolta?

Questo è l’inizio del viaggio verso la disidentificazione.

Non significa osservarci con freddezza o prendere le distanze da ciò che sentiamo. Significa rimanere presenti all’esperienza senza confonderci completamente con essa.

Quando il dolore è particolarmente intenso, ricorrente o difficile da sostenere, questo processo può richiedere tempo e l’accompagnamento di una persona competente.

Chiedere sostegno non significa essere deboli. Significa riconoscere che alcuni territori interiori non devono necessariamente essere attraversati da soli.

Come Ulisse davanti alle sirene

Nel viaggio verso Itaca, Ulisse sa che non può evitare il canto delle sirene. Ma sa anche che, se si lascia sedurre e segue il loro richiamo, perderà la rotta.

Per questo si fa legare all’albero maestro della nave.

Non fugge e non si lascia trascinare.
Ascolta, ma rimane ancorato.

Anche noi, davanti alle emozioni del passato, possiamo imparare a fare lo stesso.

Le sirene sono i ricordi, le ferite e gli attaccamenti che ci richiamano verso ciò che è stato.

L’albero maestro è la nostra Presenza.

È il contatto con il corpo, con il respiro, con ciò che sta realmente accadendo e con le risorse che oggi abbiamo a disposizione.

Possiamo ascoltare il canto delle sirene senza obbedirgli. Possiamo riconoscere la forza del passato senza permettergli di decidere la direzione del nostro viaggio.

Ritornare a Casa

Metterci in viaggio significa stare nell’adesso.

Un passo alla volta.
Un respiro alla volta.
Un’emozione alla volta.

Non sappiamo sempre quanto durerà una tempesta, ma possiamo imparare a non abbandonare la nave mentre la attraversiamo.

Ciò che sentiamo cambia.
Ciò che oggi sembra immobile può trasformarsi.
Ciò che appartiene al passato può trovare un posto dentro di noi senza continuare a occupare tutto il presente.

Rimanere ancorati non significa diventare insensibili.

Significa sentire senza perderci, ricordare senza tornare prigionieri, ascoltare senza consegnare alle sirene il timone della nostra vita.

Esserci o non esserci fa la differenza.

Buon Viaggio… in Presenza.

Individualmente Insieme

🔸 Questa riflessione nasce dall’osservazione dei transiti planetari – il Sole nell’Esagramma 33: la Porta del Ritiro, della Privacy – e dal percorso di conoscenza di sé che condividiamo in HDemia.

Immagine: dettaglio da Ulisse e le sirene, Herbert James Draper, 1909, olio su tela, Ferens Art Gallery, Hull. Fonte: Wikimedia Commons – pubblico dominio.

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Laura Galbiati
31/07/2026
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Ho richiesto ad Alberto una lettura del mio grafico ed è stata per me un'esperienza davvero unica e fondamentale. Uno spartiacque tra prima e dopo. Devo dire che mi sono ritrovata in tutto ciò che Alberto mi ha sapientemente illustrato. Inoltre mi ha fatto notare dei talenti di cui non ero consapevole e che non avrei mai pensato di avere. Un passo avanti verso l'amare me stessa. Mi rendo conto che la strada è lunga e difficile ma ora ho una direzione da seguire. Mi sono davvero appassionata allo Human Design e credo proprio che continuerò ad approfondirlo con il corso Living Your Design. Vorrei sottolineare inoltre l'altissima professionalità, serietà e attenzione non solo da parte di Alberto ma anche della sua collaboratrice Verena. Una bellissima esperienza che consiglio di fare a tutti coloro che sentono di avere dentro di se qualcosa da dare, da esprimere ma non sanno come fare a tirarlo fuori.
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Sara Porzionato
20/07/2026
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Ho fatto la lettura individuale di Human Design con Alberto e mi ha aiutato molto per capire alcune dinamiche che metto in atto e, soprattutto, per comprendere come attuare certe strategie che mi portino a rispettare ed essere sempre me stessa.
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Chiara Marotta
08/07/2026
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Esperienza di "living your design" davvero incredibile. È stata un'occasione di crescita personale di grandissimo valore, utile per comprendere meglio me stessa e il mio modo di interagire con gli altri. Ho apprezzato la competenza, l'empatia e il modo coinvolgente con cui Alberto ha divulgato i contenuti di questo percorso. Consiglio questa esperienza a chiunque voglia acquisire maggiore consapevolezza di sé e valorizzare i propri punti di forza.
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iperboreatrieste
07/07/2026
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Ho lavorato con Alberto attraverso la lettura individuale di base, la lettura della croce d'incarnazione e due sedute di coaching. Ringrazio sempre Alberto e condivido spesso con gli altri la mia esperienza fatta con lui perchè trasmette passione per il suo lavoro e per questo strumento evolutivo che è Human Design. Attraverso Alberto e nello specifico attraverso la lettura individuale di base è come se fossi rinata: mi hanno mostrato chi sono e come funziono. Ogni cosa detta in quella lettura parlava di me, di ogni mia piccola sfumatura, ma la cosa più importante è che mi ha fatto vedere che non ero sbagliata, che se mi sentivo diversa c'erano delle reali motivazioni che riguardano la mia tipologia. Con Alberto e Human Design ho iniziato a capire come muovermi nella vita di ogni giorno, ad ascoltare il mio sentire, la mia Anima... Consiglio vivamente Alberto e Human Design per migliorare le nostre relazioni, per conoscere noi stessi e per accompagnare i nostri figli nel loro percorso di crescita. Un grande abbraccio. Cristina Pontini
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Camilla Ripani
22/06/2026
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Ho cercato Alberto per fare chiarezza su un nodo e una problematica ricorrente. Mi ha aiutato nel mettere a fuoco alcuni aspetti della mia natura, dandomi le chiavi per potenziarmi e risolvere i conflitti da cui non riuscivo a tirarmi fuori. Ritengo che non sia semplicemente preparato, ma proprio abile a vedere oltre le apparenze. In breve tempo mi ha fatto focalizzare quello che non ero riuscita a cogliere e valorizzare con altri percorsi più lunghi. Super raccomandato :)
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Monica Ponchia
08/06/2026
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Un corso, ed in primis una scelta importante, per approfondire la propria unicità di funzionamento, facendo luce sul potenziale ed i meccanismi che ci caratterizzano. Accompagna a scardinare, conoscersi più a fondo, comprendere meglio le nostre interazioni, riconoscendo la bellezza e l’importanza della propria ed altrui unicità! Grazie Alberto!
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LAURA GIUNTI
02/06/2026
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Living Your Design, 3 giorni di formazione intensa e profonda, per capire le dinamiche relazionali e smettere di lasciarsi abnubilare da dubbi e aspettative da se stesso e dall'altro. È semplice, ma non è facile (cit Alberto Sturiale) quindi un corso imperdibile come primo passo verso questa scienza del risveglio. Grazie 🙏
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stefania bizzi
02/06/2026
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È come se si fosse aperto uno squarcio nel cielo , grazie Alberto per avermi dato gli strumenti per abitare quello spazio e vivere finalmente la magia della Vita . Stefania
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Lara Pirotta
11/05/2026
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Sono profondamente grata per questa lettura di Human Design. È stata un’esperienza intensa e illuminante, che mi ha lasciato tantissimi spunti di riflessione. Ci vorrà tempo per integrare tutte le informazioni ricevute, ma una cosa è certa: quando inizi a comprendere davvero chi sei e il valore della tua unicità, non puoi più dimenticarlo! Grazie Alberto per la professionalità, la sensibilità e per avermi accompagnata con cura in questo bellissimo viaggio di scoperta. Dajeeeee sempre! ;-)

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