Il risveglio nelle religioni monoteiste

Tratto dal libro “Il Salto – la psicologia della spiritualità” di Steve Taylor.

Steve Taylor è anche autore del libro The Fall (La Caduta) che tratta della Caduta allo stato di disconnessione/addormentamento accaduto migliaia di anni fa in cui gli esseri umani da connessi empaticamente col tutto – con lo sviluppo dell’ego – sono “caduti” in uno stato di sonno, un senso di separazione e disconessione. Come scrive Taylor: “Le persone hanno cominciato a fare esperienza di sé in quanto Ego racchiusi nel loro spazio mentale, che guardano il mondo. Per la prima volta si sono sperimentate separate dal mondo naturale: non più come esseri che vivevano nella natura (quindi come parte di essa), ma come esseri che in qualche modo erano al di fuori della natura”.

Con la premessa che troviamo in The Fall, a seguire riporto l’inizio del capitolo de “Il Salto” intitolato “Il risveglio nelle religioni monoteiste”


“Il concetto di risveglio è essenziale nella spiritualità Taoista, Buddista e Indù, ma è meno esplicito nelle religioni abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo e Islam).

In The Fall suggerisco che lo sviluppo delle religioni monoteiste abbia rappresentato un movimento verso una maggiore separatezza dell’ego.
Quando cominciai a leggere testi antropologici come parte della mia ricerca per The Fall, rimasi sorpreso nell’imparare che la maggioranza dei popoli primitivi o indigeni del mondo non fossero deisti come li intendiamo noi. Secondo le statistiche dell’antropologo sociale Gerhard Lensky, per esempio, solo il 4% dei gruppi di cacciatori e raccoglitori a un concetto di un Dio creatore che si interessa la condotta morale degli umani. Le persone non cadute non credono negli dei che supervisionano il mondo e controllano i suoi eventi, ma concepiscono invece una forza spirito o energia che pervade il mondo, e spiriti singoli che interagiscono con fenomeni naturali. Come gli dei, gli spiriti possono controllare gli eventi naturali: possono causare malattie, far piovere, cambiare la direzione del vento. Tuttavia il contrario degli Dei, non sono concepiti come entità antropomorfe, ma piuttosto come forze o poteri astratti, quasi come dei vapori.

L’idea degli Dei come essere personali antropomorfi è stato un risultato dell’intensificato senso dell’ego. Da un lato era un chiaro  segno di come il mondo fosse diventato “despiritualizzato”.  Il mondo naturale non era più sacro, come per i popoli primitivi. Ora la sacralità veniva confinata a luoghi specifici come le chiese o i templi e a persone specifiche come i preti. Ora il “divino” era soprannaturale, staccato dal mondo anziché al suo interno.

Al contempo, il concetto di dei è una reazione al senso di solitudine disagio che gli esseri umani ormai provavano.
La credenza negli dei che supervisionavano il mondo e controllavano tutti gli eventi era una risposta psicologica all’insicurezza e alla separazione. Faceva sembrare il mondo un luogo più ordinario e benigno e dava alle persone un senso di protezione e sicurezza. Inoltre, credere che gli dei fossero sempre presenti, a vegliare su di loro, aiutava ad alleviare il senso di isolamento o solitudine delle persone.

La credenza negli dei che supervisionavano il mondo e controllavano tutti gli eventi era una risposta psicologica all’insicurezza e alla separazione.
Faceva sembrare il mondo un luogo più ordinario e benigno e dava alle persone un senso di protezione e sicurezza.
Inoltre, credere che gli dei fossero sempre presenti, a vegliare su di loro, aiutava ad alleviare il senso di isolamento o solitudine delle persone. 

L’idea di un Aldilà associato a questa credenze deistiche ebbe anche un importante funzione psicologica. 
Specialmente nelle religioni monoteiste (non tanto nelle religioni politeiste come quelle dell’antica Grecia o dell’antica Roma),  l’Aldilà veniva concepito come un luogo idilliaco, un paradiso eterno in cui si poteva soddisfare ogni desiderio e vivere nelle beatitudine nella pace, libri dalla sofferenza che affliggeva la vita sulla terra. Questa idea dell’Aldilà fungeva da consolazione per la sofferenza che aveva riempito la vita umana dopo la Caduta (non solo la sofferenza psicologica ma anche quella sociale dovuta alle guerre, l’oppressione alla brutalità).

In tal senso, non c’era nulla di trascendente nelle religioni monoteiste.
Erano una reazione difensiva contro l’intensificato senso dell’ego e i suoi effetti psicologici e sociali. Ed è tuttora così.
Il Cristianesimo, l’Islam e l’ebraismo convenzionali sono concettuali piuttosto che trasformativi, ovvero si basano su credenze e convenzioni di comportamento, piuttosto che sulla trasformazione di sé.

Tuttavia, all’interno di queste culture c’erano persone che intuivano la possibilità di trascendere il loro stato di addormentamento.
Queste persone – note come mistici –  reinterpretarono radicalmente alcuni insegnamenti religiosi alla luce delle loro esperienze di risveglio. Presero le religioni basate sulla consolazione e le ripensarono radicalmente come sistemi trasformativi.
A tal proposito lo stato di risveglio – come espresso nelle religioni monoteiste quali l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam – porta le persone al di là di quelle religioni. Quando le persone si svegliano, perdono il senso di identificazione con (e il bisogno di appartenere a) una precisa tradizione spirituale.

Cominciano a sentire un empatia e una compassione universale tali da superare le divisioni dei gruppi religiosi o etnici.
Di conseguenza, tali individui risvegliati (anche quando sono affiliati ad una religione specifica) sono solitamente ecumenici e aperti alle altre fedi. Vedono semplicemente tutte le religioni e tradizioni spirituali come percorsi diversi che conducono alla stessa destinazione o visuali diverse dello stesso paesaggio. Al contrario delle persone religiose, non vedono le credenze della loro tradizione come la verità e non cercano di difenderle dalle visioni opposte.

In parte per questo motivo, gli individui risvegliati nella storia hanno avuto un rapporto teso con le tradizioni religiose con cui erano affiliati.
I leader religiosi convenzionali faticavano a trovare un senso nelle interpretazioni risvegliate dei mistici e spesso le consideravano blasfeme. Laddove le persone convenzionalmente religiose concepiscono Dio come un essere personale che supervisiona il mondo da un’altra dimensione di realtà, i mistici religiosi vedono Dio come un’energia radiosa che pervade tutto il mondo; più radicalmente, i mistici religiosi non vedono questo Dio come separato da sé: Dio è l’essenza del loro essere perciò, in un certo senso, anche loro sono Dio”.

 


I concetti sin qui espressi da Taylor sono riproposti in Human Design nel primo canale del Circuito Mistico il 19/49: il Canale di Sintesi.
In particolare nella polarità delle porte 49/4 che spiega bene come il Dio delle religioni monoteiste sia in pratica un’invenzione umana come risposta a tutti i principali bisogni/quesiti umani.
Questo non significa che non esista un’Intelligenza Universale che possiamo chiamare Dio ma, specie in questi tempi mutativi, il punto nodale su cui concentrarci è la funzione di questo nostro rapporto con tale entità: se è un mero sollievo psicologico o un’effettivo stimolo di trasformazione.

Esiste Dio o un’entità/intelligenza che posso definire “Dio”?
Sento che esiste Dio o credo che esiste Dio?
Cos’è Dio per me?
In che rapporto sono con Dio? 

Che bisogni appaga l’esistenza di Dio?
Cambia qualcosa nella mia vita sapere che esiste o non esiste Dio?
Posso comunicare direttamente con Lui o mi serve un tramite?

Dio è esterno o interno a me?
Lo sto lasciando operare in me? o no?
A cosa mi serve Dio? Come posso servire Dio?

….

Importante farci delle domande e non dare per scontato le nostre credenze.
Ad ognuno la sua risposta.

Importante farci domande e lasciarci attraversare da alcune riflessioni.
Come riflettere sul fatto che le religioni sono molto diverse tra di loro e storicamente in lotta per il predominio del “miglior/unico” Dio; mentre le mistiche di tutte le stesse religioni sembrano essere in comune accordo sugli stessi principi. Interessante…

 

Ps. In immagine un dipinto di Santa Teresa d’Avila.

 

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Sara Porzionato
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Ho fatto la lettura individuale di Human Design con Alberto e mi ha aiutato molto per capire alcune dinamiche che metto in atto e, soprattutto, per comprendere come attuare certe strategie che mi portino a rispettare ed essere sempre me stessa.
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Chiara Marotta
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Esperienza di "living your design" davvero incredibile. È stata un'occasione di crescita personale di grandissimo valore, utile per comprendere meglio me stessa e il mio modo di interagire con gli altri. Ho apprezzato la competenza, l'empatia e il modo coinvolgente con cui Alberto ha divulgato i contenuti di questo percorso. Consiglio questa esperienza a chiunque voglia acquisire maggiore consapevolezza di sé e valorizzare i propri punti di forza.
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