Ascoltati e parla di ciò che sai/sei

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Salve a tutti,
dal 9 al 14 maggio il Sole struttura la nostra conoscenza dall’esagramma 23: la Porta dell’Assimilazione; Separare.

Con la chiave della RICETTIVITÀ (vedi transito precedente) che apre il Quarto della Civilizzazione e ci mette in contatto con la nostra Essenza, con l’altro/il Tutto… siamo chiamati alla manifestazione: a saper manifestare la nostra unicità, in concreto, nella forma, in questo piano di realtà.
Il nostro proposito si attua nel saper strutturare la nostra unicità in modo che possa manifestarsi all’esterno ed essere accolta dal collettivo, affinché il nostro contributo possa portare mutazione. Ognuno di noi, a suo modo, è un “agente mutativo” e – come ci ricorda Giove nella Porta 8 (il contributo) in queste prime 3 settimane di maggio – è chiamato a dare il proprio individuale contributo: ispirare l’altro manifestando l’autenticità creativa del proprio Spirito nella Forma.
Così è.
Cos’ì dovrebbe essere se non interferissero le forze separatrici (Non sé) che ci spingono a separarci dalla nostra unicità e omologarci.
Tuttavia queste forze separatrici – è bene ricordare – non sono contro di noi ma PER noi… se/quando le sappiamo riconoscere e accogliere nella loro funzionalità.
Di fatto per strutturare ciò che siamo veramente dobbiamo prima saperci destrutturare: destrutturare le identificazioni, i condizionamenti che si sono cristallizzati in noi attraverso le varie strategie di sopravvivenza emerse in risposta alle nostre ferite primarie.

In questa Nuova Era siamo sempre più spinti all’individualità. E, in questa delicata fase di transizione che ci porta ad essere integri nella nostra individualità, siamo per forza chiamati ad attraversare momenti di forte instabilità dove vengono messi in crisi i valori e i principi che ci hanno guidati sin qui.
È in questa fase di instabilità che si intensificano e accaniscono le forze separatrici. O quanto meno, è in questa fase che noi siamo più vulnerabili a tali forze.
Questo processo non è certo facile e implica difficoltà e resistenze a vari livelli ma è un passaggio propedeutico necessario perché solo in questo modo possiamo renderci conto di chi siamo.
Solo nel confronto con le forze separatrici possiamo discernere quello che è corretto per noi da quello che non lo è. Dove per corretto intendo “funzionale”: funzionale alla manifestazione consapevole del nostro Sé. Ci siamo incarnati proprio per questo.

In questi tempi più che mai siamo invitati ad ascoltare e riconoscere il nostro sapere interno: contattarlo e manifestarlo attraverso l’esempio.
Un processo molto profondo che ognuno deve viversi individualmente senza cadere nella trappola della falsa unicità: per intenderci quella proposta dai mass media che inneggiano l’essere se stessi ma con canoni che di fatto ci rendono tutti uguali.
Siamo in un tempo dove, secondo il Sistema, dobbiamo aprirci alle diversità e accoglierle: essere diversi a tutti i costi e sforzarci di essere tolleranti, comprensivi, sensibili.
Tutti temi che fanno parte del Programma Evolutivo ma che se distorti dalla mente identificata invece che far emergere l’unicità nella libertà ci imprigionano in convinzioni omologate che non sono partorite dall’amore ma dalla paura. In questi tempi il messaggio che passa in modo subdolo è che i cambiamenti sono attuati per amore e rispetto di sé e dell’altro quando in realtà sono indotti facendo leva sulle paure: in primis la paura di essere rifiutato, giudicato se non pensi e (soprav)vivi secondo le regole del Sistema.
Decisamente molto forte e condizionante la paura di essere rifiutato, di non essere considerato “normale”. Dove il concetto di “normale” si sta sempre più rivoluzionando o degenerando e ormai essere “normale” è quasi quasi giudicato sbagliato o inficiante.
Il problema è un fraintendimento di base che si sta sempre più accentuando. Ci si considera “normali” in base alle norme umane sempre più mentali e non alle Leggi Naturali di per sé divine che non ci richiedono di essere “normali” secondo schemi culturali ma “naturali” in accordo, appunto, alla nostra natura (che è Lei che ha il compito di stabilire le norme).
La vera mutazione può avvenire solo in accordo alla nostra natura, al nostro Sé.
Per questo, qui su questo piano dove tutto passa attraverso la forma/materia/corpo, è fondamentale saper conoscere il proprio bio-veicolo: ciò che determina questa esperienza di vita e la possibilità di maturare consapevolezza (concretizzando la nostra missione animica che corrisponde al progetto dell’Universo/Dio di conoscere sé stesso).

Siamo invitati ad essere unici e strutturare il nostro sapere, la nostra verità, senza farci condizionare dalle Autorità Esterne.
Ciò si concretizza nella capacità di saperci aprire alle diversità eliminando le intolleranze: le resistenze/separazioni interne generate dalla paura che si esprimono col giudizio.
Intolleranze che non devono essere eliminate dall’esterno (Autorità Esterne) attraverso imposizioni e manipolazioni (come sta attualmente accadendo) ma devono liberamente sorgere dall’interno nella maturazione della nostra sensibile, empatica coscienza. 
Come esseri umani non possiamo vivere nell’intolleranza delle nostre menti identificate ma non possiamo neanche imporci di essere tolleranti a ciò che non è funzionale per noi perché ogni cosa che si impone viene dalla stessa mente identificata. Non ha alcun senso cercare di risolvere un problema mentale usando la mente che ha creato il problema.
È necessario ritornare al corpo: alla nostra natura. Seguire la nostra Autorità Interna. Nell’unico modo possibile: l’ASCOLTO.
Il SAPER ATTENDERE che è il principio di base della Strategia del bio-veicolo che abbiamo in dotazione ed è ciò che ci connette alle Leggi della Natura.

Siamo inviatati ad ASCOLTARCI per poterci conoscere per quello che siamo ed esprimerci per quello che siamo.
Se davvero desideriamo essere UNICI dobbiamo esserlo… veramente. Dire e fare quello che sentiamo in amore a noi stessi e non per paura di essere giudicati e rifiutati dall’altro.
I transiti “iniziatici” di questi giorni ci invitano a strutturare la nostra individuale visione interiore, specie grazie a situazioni scioccanti che destrutturano le nostre convinzioni e credenze su quello che dovremmo essere, pretendiamo e ci aspettiamo che l’altro sia.
Il vero cambiamento non è esterno ma interno. Le cose cambiano in base a come noi le osserviamo: da che spazio. Sé o Non sé?

In questi giorni, da questi giorni portiamo attenzione ai nostri pensieri: a COSA diciamo e COME ci esprimiamo.

Ciò che penso viene dalla mia unicità o no?
I pensieri, le visioni, le interpretazioni, le considerazioni che ho e condivido sono originali, autentici o sono un’emulazione di qualcosa che ho già visto e sentito?
Mi permetto di esprimere ciò che sono, la mia verità? O no? O ho paura del rifiuto dell’altro e della sua reazione emozionale?
Sono aperto alle diversità dell’altro o mi impongo di esserlo?
Sono innocente in ciò che penso ed esprimo o mi sento in colpa, in dovere, in soggezione?

La voce di questo transito dice: “So o Non so”.
Se lo so lo posso esprimere – se mi sento di farlo. Se non lo so è opportuno stare in silenzio.
Attenzione a rompere il sacro spazio del silenzio in vano.
Che le nostre conversazioni siano potenzianti per noi e per l’altro e non siano un dare aria alla bocca.
Che è un modo di evitare il confronto con la nostra inadeguatezza del silenzio/vuoto o un modo di attirare l’attenzione per paura di non essere visti.

Ricordo che in questi giorni è facile che venga a trovarci la malinconia e ci inviti a stare da soli e in silenzio per sostenere il nostro ascolto e la nostra creatività.
Non ci opponiamo e resistiamo alla sua visita perché viene PER noi e, se la accogliamo, ci porta regali preziosi: ci aiuta a rivelare il nostro mistero e a manifestarlo.

Buona destrutturazione di ciò che non sei e ristrutturazione della tua autenticità.

Individualmente Insieme.

Ps. Parla di ciò che sai/sei… e prenditi qualche secondo per riflettere se è veramente trascendente quello che stai per dire e qual è il reale bisogno che ti spinge a condividere.
Questo è un buon esercizio di AUTO-OSSERVAZIONE. Praticato attraverso la propria Strategia e Autorità.

Se hai dubbi al riguardo se dire o non dire, condividere o no… non esitare. In questo tempo di Primavera è più che mai propizio piantare tamarindi!
Se non sai cosa fare.. pianta tamarindi!!!
Prenditi il tempo per la chiarezza e condividi quando sei chiaro.

 

Amoralità. La consapevolezza e la comprensione che portano all'accettazione della diversità.
- Porta 23, I Ching del Rave -
Just Now 10.5.24
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