Attenzione ai dettagli!

[Immagine di copertina tratta da webnauta.it]

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Salve a tutti,
dal 13 al 18 luglio il Sole si focalizza nell’Esagramma 62: la Porta dei Dettagli; la Preponderanza del Piccolo.

Dopo che il Programma Evolutivo ci ha spinto a svilupparci attraverso nuovi inizi (vedi transito precedente) il quesito che ne consegue è: “Come?”
“Come inizio nuove esperienze?”
La risposta al quesito si palesa subito. E, ancora una volta, a “illuminarci” la strada è il nostro Sole: la stella del nostro – non a caso – sistema “solare”.
Il Sole a seguito dell’esagramma 53 è, in questi giorni, nell’esagramma 62 che è la Porta dei Dettagli.
Così si inizia una nuova esperienza: partendo dai dettagli.
Qualsiasi lungo cammino inizia con un piccolo primo passo.
Qualsiasi progetto, piccolo o grande che sia, inizia con la formulazione di un pensiero. Con un pensiero che si fa formula e ci spinge a seguirla.
Ogni cosa si organizza e procede attraverso modelli, schemi; che si possono comprendere attraverso l’opportuna focalizzazione sui dettagli.
Come recita l’esagramma 9 (ben connesso al 62): Il nostro potenziale si sviluppa attraverso un’attenzione dettagliata a tutti gli aspetti pertinenti.
Questo si concretizza nella pratica partendo dal visualizzare e saper attribuire il giusto nome alle cose che ci servono.
Come possiamo iniziare una nuova esperienza se non conosciamo ciò che ci serve e non sappiamo comunicarlo col giusto nome?
Lo possiamo vedere ogni giorno quanto può essere complicato comunicare e quindi vivere se non conosciamo una determinata parola, un certo nome.
La (dettagliata) conoscenza dei nomi è la base della comunicazione. E, come esseri umani, siamo animali sociali che vivono di condivisione.

Così come i riti si fondano sui dettagli, la magia si realizza con le formule magiche, quest’incantesimo che chiamiamo realtà (il Māyā) è costituito da nomi.
Solo se qualcosa ha un nome quel qualcosa esiste.
Nel Māyā, questo sogno che chiamiamo realtà, tutto esiste solo se ha un nome. D’altra parte è noto che la parola è magia. Con i nomi, le parole si crea tutto.
La realtà come la concepiamo, la organizziamo e la condividiamo si basa sulla conoscenza dei nomi: sullo stabilire un nome alle cose.
La nostra realtà, il nostro sviluppo, si basa sulla capacità di comunicazione che, come manifestazione del pensiero, si basa sui nomi.
È grazie alla capacità di pensare e attribuire un nome a ciò che pensiamo che possiamo concepire la nostra visione di realtà e condividerla con l’altro, interagire e strutturare la nostra consapevolezza.
La nostra comprensione della realtà si basa sulla capacità di saperla descrivere… nel dettaglio.
Più possiamo essere dettagliati e più abbiamo modo di comprendere e farci comprendere.
Bello non è lo stesso di bellissimo o di bellino, così come non è lo stesso di carino, magnifico, meraviglioso, piacevole, stupendo, incantevole.
Per quanto esistono i sinonimi, il fatto stesso che esistano differenti parole è perché esistono differenti sfumature e modi di descrivere la realtà che per quanto a livello superficiale possano sembrar descrivere la stessa cosa, a livello profondo presentano delle seppur piccole diversità che però fanno la proverbiale “differenza” (per chi la sa cogliere).
In certi casi, dal sapere come si chiama una certa cosa può dipendere anche la vita.
Ad esempio, in certe sperdute lande della Padania\ può essere vitale sapere cos’è una cadrega. (vedi sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo).

Scherzi a parte la questione dei dettagli, dei nomi è molto seria, determinante.
In particolare in una società dove è sempre più urgente un’alfabetizzazione emozionale.
Visti i condizionamenti del transito di quest’anno e la fase storica in cui siamo… stimo sia opportuno focalizzarci sulle emozioni.
È opportuno notare che ci stiamo molto impoverendo nella capacità di descrivere le emozioni e quindi di portare attenzione a ciò che stiamo sentendo.
Stiamo diventando sempre più ignoranti nel sentire. Facciamo una tremenda fatica a sentire; e questo si palesa anche per il fatto che, a differenza di un tempo, non siamo più abituati a descrivere – nel dettaglio – quello che sentiamo.
Non siamo più abituati a soffermarci sulle emozioni e prenderci il tempo per contattarle e descriverle com’era consuetudine fare quando si scrivevano le lettere. Oggi è tutto molto più rapido e condensato e invece che immergerci nelle emozioni e trovare le giuste parole per esplorarle e condividerle con l’altro, ci riduciamo a mandare una emoticon. Illudendoci di sortire lo stesso effetto: in noi e nell’altro.
Per quanto ci siano tanti nomi per descrivere le emozioni, solitamente nel nostro quotidiano ne usiamo ben pochi.
E se non conosciamo i nomi per descrivere le emozioni… prima o poi ci impoveriamo a livello emozionale; abbiamo sempre meno possibilità di comunicare quello che proviamo fino a compromettere la nostra capacità di sentire e di discernere.
In questa realtà sempre più accelerata e frenetica è ormai consuetudine soffermarci facilmente, per abitudine, sulle stesse parole.
Ad esempio, alla classica domanda “Come stai?” prova a farci caso quanto può essere difficile rispondere diversamente dal classico “bene”.
Prova ad esercitarti a trovare ogni volta un diverso modo di rispondere che non sia il solito sbrigativo “bene”.
Puoi verificare che non è così facile trovare dei sostituti a “bene”.
Ma, possibile, che quel che senti si possa ridurre quasi sempre a “bene” o “male” con tutte le sfumature che ci sono?
Felice, gioioso, gaio, sereno, lieto, pacifico, allegro, giulivo, soddisfatto, contento, spensierato, beato, fiducioso, ottimista, rilassato, vivace, brioso…
Con tutte le possibilità che abbiamo – per automatismo dettato dall’abitudine, per pigrizia mentale – non ci accorgiamo che finiamo col descrivere quello che sentiamo sempre nello stesso modo finendo per allontanarci dalla nostra ricchezza interiore e creare – il pensiero, la parola crea – una realtà sempre più misera.
Come facciamo a iniziare nuove esperienze, a desiderare, sognare nuove possibilità, con i sempre più pochi, soliti pensieri ed emozioni?
Come posso aprirmi a scoprire ed esplorare nuovi mondi se faccio sempre le solite strade?
Importante riflettere su questo.
Specie in questi giorni che siamo chiamati a focalizzarci sui dettagli e sotto dei transiti che portano la tematica della Consapevolezza, così come in questi mesi la tematica della Mutazione (rispettivamente nei transiti sono definiti i Canali 61/24 e 60/3).
Mutante Consapevolezza. Mutazione nella Consapevolezza. 
E come si può attuare questa mutazione nella consapevolezza se non portando attenzione ai dettagli?
I misteri si svelano proprio grazie ai dettagli. Ma è pur vero che gli stessi dettagli possono condurre ad ossessionarci ed impazzire.
Ciò che è fondamentale è saperci concentrare sui giusti dettagli. 
E questo non può avvenire attraverso ragionamenti mentali ma lasciandoci guidare dal nostro Sé.
La mente si sforza e ci sforza di calcolare e prevedere tutto e ci spinge a scegliere solo quando siamo mentalmente sicuri che tutto sia assolutamente perfetto, privo di rischi e senza possibilità di sbagliare e che qualcosa cambi rispetto a ciò che si è pensato.
Ma questo non è reale. Non è la vita. Perché la vita non garantisce nessuna certezza e sicurezza ed è piena di potenziali rischi e cambi.
Attenzione a ciò che pensiamo! Pensiamo attentamente a ciò a cui diamo attenzione.
Attenzione a non cadere nell’errore di decidere affidandoci alla mente e alla sua diabolica logica.
Portiamo molta attenzione ai dettagli: a come ci sentiamo, a cosa ci piace.
Concentriamoci su quello che ci piace e ci fa sentire (bene???)… nella gioia, lieti, soddisfatti, felici, briosi.

Proprio grazie alla comprensione dei dettagli di ciò che sentiamo possiamo avvicinarci a svelare i misteri e, soprattutto, il mistero che incarniamo.

Come ci rivela l’esagramma 62, per poter cogliere i dettagli che ci permettono di produrre l’eccellenza dalla limitazione, è necessaria – ancora una volta – la PAZIENZA.
È nella calma, nella pazienza, nel SAPER ATTENDERE – non nella fretta – che possiamo cogliere i giusti dettagli.
Concentriamoci sull’organizzare al meglio il nostro tempo cominciando ad ottimizzare la nostra energia portando attenzione a ciò che davvero sentiamo corretto per noi. Evitando di disperdere preziosa energia in inutili dettagli: formalità, comportamenti, abitudini, modi di comunicare, relazionarci, organizzare il lavoro, l’armadio, il desktop del computer.

Ricordiamoci che per Legge: l’ENERGIA VA DOVE VA L’ATTENZIONE.
Più siamo attenti e concentrati e più ottimizziamo l’impiego dell’energia. A beneficio di tutti, di Tutto.

Il Lavoro è allenarci a portare più calma e pazienza nella nostra vita per aumentare il nostro livello di attenzione, di presenza… di capacità di focalizzarci dove serve. Per noi stessi e per l’altro con cui interagiamo.

Proficua attenzione ai dettagli!
Nell’osservare – consapevolizzarci – di quanto i dettagli possono fare una profonda differenza nella nostra vita.
Non tanto nel riconoscerli ma nel COME li usiamo.
Quella stessa certa parola detta in un certo modo, quella virgola messa in quel punto, qual cambio di intonazione, quel numero aggiunto o tolto, quella variazione di colore, quel pizzico di sale in più o in meno… possono cambiare completamente il senso dell’esperienza.
ATTENZIONE AI DETTAGLI!

Buon proseguimento…

Individualmente Insieme.

 

 

La precauzione, la pazienza e il dettaglio producono eccellenza dalla limitazione.
- Porta 62, I Ching del Rave -
Just Now 13.7.23
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