Celebrare la morte per avvicinarci alla vita

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Salve a tutti,
dalla tarda mattina del 31 ottobre al 5 novembre il Sole trasmette dall’esagramma 44: la Porta dell’Allerta, Andare all’Incontro.

Questa Porta, ciclicamente oltre a chiudere il mese di ottobre e ad aprire il mese di novembre – nonché il portale dei “Morti”- Samhain – chiude anche il ciclo dei transiti sulle porte del Centro della Milza e quindi il “ciclo di paure” (e di intelligenze) che abbiamo esaminato sin ora (vedi pubblicazione dei transiti precedenti).

Mi piace sempre osservare la sottile logica con cui nel Mandala del Rave (la ruota della vita secondo Human Design) si succedono le Porte/Esagrammi.
Mi affascina contemplare quanto questa Logica (non “umana” ma, nello stesso tempo, “umanissima”) sia perfetta ed educativa nel chiarire il nostro tipo di programmazione e come siamo costantemente e meccanicamente “guidati” – per usare un termine proprio di questa Porta “vegliati” – da un’Intelligenza Superiore che ci governa e si riflette, incarna in noi.
Dopo la Porta 50 della Responsabilità e la 28 del Proposito per cui vivere/morire… ora il Programma Evolutivo ci fa approdare alla Porta 44 che ci invita ad Andare all’Incontro. Un incontro con l’altro ed i suoi bisogni ma non solo.  Un incontro con la morte come, non a caso, si celebra in questi giorni che è ovviamente anche un incontro con la vita; un incontro con l’Adesso… attraverso un incontro con le memorie del passato.
In merito a questo transito il contesto riguarda chiaramente la sopravvivenza (come tutte le Porte del Centro della Milza) e questa Porta ci parla dell’antica paura dell’estinzione legata al nostro cervello rettiliano (il nucleo più interno e antico del nostro cervello).
Questa paura si traduce in pratica con la paura del passato: che il passato ritorni con esperienze paurose, pericolose, poco piacevoli che minacciano la sopravvivenza ed il benessere. In questo senso questa paura che come abbiamo appreso è una forma di intelligenza riguarda la memoria. La memoria di saper riconoscere i modelli che hanno funzionato così come, in particolare, quelli che non hanno funzionato e trasmetterli alla tribù per garantirne il proseguimento, la proliferazione, la continuità.
Per questo non è a caso che in questo transito sia contemplato il culto dei morti e l’importanza di ricordarli ricordandone le gesta e gli insegnamenti.
In particolare in questi giorni – ma come sempre da considerare un insegnamento valido tutto l’anno, per la vita – è fondamentale ricordarci delle nostre radici, di chi ci ha preceduti: di tutto ciò che ha permesso a noi di essere qui, adesso.
Onorare i nostri morti significa in essenza riconoscere e onorare ciò che ci hanno trasmesso sotto forma di successo e di fallimento: i modelli che hanno funzionato e che non ha funzionato in passato per insegnarci come procedere nel presente.
Come è “umano” sia accaduto per la nostra evoluzione, le programmazioni sono state filtrate dal nostro livello di coscienza codificandole in modo da poterle tramandare attraverso miti, storie, culti che poi sono diventate religioni, festività e ormai per lo più uno sterile business.
Ad ogni modo il Programma Evolutivo prosegue imperterrito ed implacabile nella sua tras-Missione ed ogni cosa è sempre potenziale occasione dataci per evolvere; dipende solo da noi e da come ci approcciamo a questo flusso di informazioni: o le agiamo, interagendo con queste programmazioni dando il contributo della nostra consapevole unicità (Sé) o le subiamo, facendoci manipolare inconsapevolmente da queste informazioni proseguendo in modo automatico (Non sé). Di fatto questo transito ci parla di consapevolezza così come di manipolazione, specie in merito alla memoria; la memoria istintiva basata sui modelli di esperienza personale: cosa ci conviene ricordare e cosa no; cosa è sano e cosa è nocivo.
La Porta 44 si chiama appunto “Allerta” perché è la consapevolezza istintiva che vigila (o no) sui modelli da trasmettere e ci allerta dei possibili successi e fallimenti: di cosa abbiamo bisogno e di cosa non abbiamo bisogno, cosa ci serve e cosa non ci serve.
In questo senso è un tipo di conoscenza che – legata alla paura dell’estinzione/di non sopravvivere – ci può guidare o ci può manipolare.
Dobbiamo stare molto allerta alle manipolazione che ci condizionano costantemente sulla base della paura e dei bassi istinti. Aspetti questi ben conosciuti dai pubblicitari così come da politici, economisti e dall’alba dei tempi dalle religioni e da ogni forma di comunicazione/persuasione dettata dall’Ego, dalla sete di Potere.
Se voglio qualcosa da te ed è il mio Ego a volerlo… non posso che manipolarti attraverso l’appagamento di un bisogno: o convincendoti e assicurandoti che solo io te lo posso garantire o minacciandoti che non lo avrai mai senza il mio aiuto/intervento.
ATTENZIONE alle false paure e ai falsi bisogni. Ovvero attenzione a ciò che non è veramente sentito dal tuo corpo ma ti è indotto dal condizionamento esterno: qualcosa che fa leva sulle basse emozioni e istinti e ti porta a pensare (di fretta/sotto pressione per paura) spingendoti a fidarti di ciò che non sei e senti invece che stimolarti ad ascoltarti con i tuoi tempi e fidarti di te.
Dobbiamo stare in allerta a quel che ci viene trasmesso dall’esterno, specie dai mass media in questi anni di limitazioni dove nonostante il progresso e il potenziale per vivere sani e prosperi siamo ancora indotti ad avere paura di sopravvivere e puntare sull’essere sempre efficaci, performanti e competitivi finendo per basarci  troppo spesso ancora sulla mentalità egoica del “mors tua vita mea”. Dove tutto si basa sull’interesse dei pochi trasmesso come se fosse l’interesse dei molti; dove per appagare il bisogno di pochi si inducono – senza scrupoli – falsi bisogni, inventando necessità… ovvero incutendo e diffondendo paure per poi dispensare possibili soluzioni stabilendone modalità e costi, possibilmente alimentando le dipendenze.
Un mondo dove si continua ad alimentare il mito della ricchezza materiale come unico rimedio all’infelicità dove si è sempre più disposti a tutto pur di appagare i propri interessi, possibilmente immediatamente dove il fine giustifica i mezzi.

Anche questo fa parte del Gioco del Programma Evolutivo che sempre più ci invita a passare dalla sopravvivenza del corpo alla vita nello Spirito e dove tutte queste manipolazioni dettate dalle Autorità Esterne (altre da noi) sono in funzione di accrescere la nostra consapevolezza e la fiducia nella nostra Autorità (Interna/personale). Chiaramente questo movimento non è offerto gratuitamente ma richiede il grande impegno del singolo individuo a vincere i propri automatismi condizionati dalle paure per poter operare decisioni autonome in accordo alla propria autenticità.
In questo senso stare in allerta – sempre di più in questo periodo di limitazioni e pressanti condizionamenti esterni – significa essere presenti; in primis ai propri veri bisogni. In particolare, su tutti, il bisogno di autentiche relazioni dove si condivida verità e non falsità, supporto reciproco e non bieco interesse personale; relazioni che siano utili e funzionali all’auto-potenziamento della propria consapevolezza e non allo stagnamento complice ed omertoso di una reciproca ignoranza/falsa felicità. Di questi tempi non c’è miglior investimento possibile che una sentita amicizia, sane relazioni dove poterci liberamente manifestare e crescere insieme in mutuo reciproco interesse condividendo alte frequenze.

In questo stato di allerta/di presenza il nostro più grande alleato rimane il nostro corpo: la sua profonda intelligenza che opera nell’Adesso.
Fidiamoci di “lui”, fidiamoci di noi stessi.
Sono tempi che ci stanno dimostrando che non c’è Nazione, Stato, giustizia, sanità, istruzione, informazione, schieramento politico, religione, “pace” di cui possiamo veramente fidarci. Come possiamo fidarci di chi per difendere la pace parla della necessità di una guerra, la giustifica e la alimenta?
Non ci possiamo neanche fidare della storia così come la conosciamo in quanto non è certo una verità assoluta su cui basare il nostro presente poiché anche la storia, il passato può essere manipolato così come da tradizione han sempre fatto i vincitori, quelli che riuscivano ad ottenere il potere che attraverso la manipolazione delle informazioni riuscivano a giustificare e propinare qualsiasi cosa facendo passare per vere informazioni false e come inevitabili scelte create a tavolino per raggiungere determinati scopi: principalmente il consenso pubblico per garantirsi lo status quo, il mantenimento del potere. Tema questo delle manipolazioni mediatiche che c’è sempre stato ma che ora si sta rivelando in modo sempre più palese (o no) di questi tempi.

Non che tutto questo sia “male” nel momento in cui tutto questo – che è fortemente Voluto dal Programma – ci invita all’unica scelta possibile: fidarci di noi stessi. Finché non stiamo su di noi e continuiamo a fidarci dell’altro, dipendendo dall’altro, non andiamo lontani.
Qui non è una questione di dare colpe all’altro. Il punto non è mai l’altro ma in caso una certa mentalità (forma mentis) che nel momento in cui si palesa nelle nostre vite ci rivela e ricorda quanto noi stessi siamo soggetti di una simile mentalità e facilmente anche facili inconsapevoli usufruitori e promotori.
Il punto finale è proprio poterci fidare di noi stessi sapendo che nel profondo siamo noi stessi ad auto-manipolarci.
Auto-manipolarci ogni volta che deleghiamo l’altro delle nostre decisioni, della nostra felicità.
Nel transito della settimana precedente la riflessione era: «I guardiani sono qui per proteggerci ma… chi ci protegge dai guardiani?»
E la conclusione era che sono io il guardiano di me stesso.
Allo stesso modo posso aggiungere: «Preso atto che il guardiano di me stesso sono io e sono qui per proteggermi ma… chi mi protegge dal mio Non sé, dal mio Ego, dalle mie convinzioni limitanti? Sono qui per fidarmi di me ma… posso davvero fidarmi di me?»
Questo il punto su cui lavorare: stare in allerta (auto-osservazione) su ogni forma di manipolazione partendo dalla propria auto-manipolazione: da ciò che nel profondo so che non mi va bene ma che mi faccio andare bene per garantirmi non la vita ma un’apparente comoda tanto bramata “zona di comfort”.
Proprio questa “zona di comfort”, proprio l’illusione di una vita facile, easy, smart, green, no problem… ci sta lentamente fregando dove in realtà ci stiamo fregando noi stessi con le nostre mani ogni volta che invece di assumerci la responsabilità delle nostre vite le deleghiamo agli altri e preferiamo la scorciatoia “omologata” più facile e immediata rispetto alla strada “autentica” più impegnativa e sicura.

In questi giorni in cui siamo invitati a ricordare i morti… teniamoli in grande considerazione e ringraziamoli di cuore per i loro sacrifici e meriti in funzione del nostro dono della vita; vigilando con attenzione che i morti a cui rivolgiamo le nostre preghiere e a cui portiamo i fiori… non siamo noi stessi! Nel momento in cui stiamo vivendo una vita che non è la nostra; nel momento in cui siamo più preoccupati a non morire domani piuttosto che a vivere oggi; ad allontanare la morte accorciando la vita.
Finché siamo dominati dalla paura e dalle preoccupazioni e nonostante le belle parole e atteggiamenti di fondo impera ancora la logica relazionale del “mors tua vita mea”, “tanto non sta accadendo a me non è affar mio”, “ti aiuto perché così mi sento buono”… ci perdiamo e non andiamo lontani.

Il transito ci parla di Allerta e di Andare all’Incontro: l’incontro con noi stessi, in allerta per il nostro Spirito, la nostra Integrità, l’Amore a noi stessi e da qui il possibile incontro con l’altro. Solo così possiamo passare dalla sopravvivenza… alla Vita!
Ed è esattamente quello che stiamo facendo: ci stiamo perdendo per poterci ritrovare. Il punto è… saperci ritrovare.
Per questo serve stare Allerta perché il rischio di perderci è sempre più elevato e subdolo.
Di grande aiuto nel sapermi ritrovare, nel ritrovare me stesso e sentire cosa mi muove in quella determinata direzione. Adesso.

Cosa mi motiva a fare quello che faccio? il lavoro che faccio? le attività che svolgo?
Che supporto ricevo dalle mie relazioni? Che supporto offro nelle mie relazioni?
Sono contento e  appagato delle mie relazioni? Mi avvicino all’altro solo per mio interesse personale o lo faccio perché lo sento/mi piace/mi sento nutrito e ho piacere di scambiare/condividere?
Ciò che faccio, le mie relazioni appagano solo il mio interesse materiale o anche il mio spirito?
Le mie relazioni sono in funzione di appagare le mie insicurezze e paure o per nutrire e potenziare il mio spirito?
Faccio quello che faccio
per esorcizzare le mie insicurezze e paure o perché mi sento nutrito e potenziato?
Nelle mie relazioni sento che c’è un equo scambio o avverto di essere sfruttato dall’altro e/o di sfruttare l’altro?
In quello che sono, faccio… predomina la paura o l’amore?

Quanto è importante per me avere successo nel mondo materiale?
Quanto è importante per me avere soldi e cosa sono disposto a essere/fare per i soldi?
Sono convinto che avere soldi e successo mi aiuti a superare le mie paure e vivere meglio?
Preferisco avere più soldi o più amici?
Preferisco avere più relazioni o relazioni di qualità?
Sto selezionando bene dove e con chi investire il mio tempo, le mie risorse?

Riconosco e ringrazio chi mi ha preceduto comprendendone successi e fallimenti tenendo in considerazione i loro insegnamenti per la mia vita adesso e impegnandomi a lasciare un mondo migliore a chi verrà dopo di me?

Buone attente riflessioni sul passato, sulla propria vita adesso in particolare sulle proprie relazioni (passate e presenti) alla luce di ciò che ci sta dominando: paure, manipolazione e dipendenze o amore, fiducia e responsabilità? Chi sta decidendo come procedere nella mia vita? Il mio Sé o il mio Non sé?
Dobbiamo lasciar morire il nostro Non sé/Ego (credenze, false paure) per far rinascere il nostro vero Sé (amore a noi stessi).

Vigiliamo su noi stessi, aiutandoci l’un l’altro, con Spirito d’Unione: sia tra i vivi che tra i morti. Ben radicati nell’Adesso.
Ognuno nella pratica della propria Strategia e Autorità.

Individualmente Insieme.

ps. In immagine Coco un bel film d’animazione del 2017 che parla di un viaggio nel mondo dei defunti alla ricerca di sé.

 

Il successo di qualsiasi interazione si basa sull'assenza di qualsiasi presupposto.
- Porta 44, I Ching del Rave -
JUST NOW 31.10.23
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