Strutturare una Nuova “sentita” Visione

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Salve a tutti,
dall’11 alle primissime ore del 17 novembre il Sole si rinnova nell‘esagramma 43: la Porta della Visione Interiore; Innovazione.
Una visione interiore che in realtà è più un ascolto interiore: tant’è che, in merito a questa attivazione, più che di “terzo occhio” è più opportuno parlare di terzo orecchio”. Il Programma Evolutivo ci invita ad un nuovo ascolto interno: un nuovo modo di ascoltarci e conoscere; un nuovo modo di conoscerci “dentro” e concepire la realtà “fuori”; un nuovo modo di strutturare la nostra consapevolezza e poterla esprimere, portare fuori contagiando gli altri con il nostro modo unico di pensare. Un movimento evolutivo atto a strutturare un nuovo modo di pensare e di conseguenza una nuova realtà (inteso come un nuovo modo di percepirla e viverla da un’altro livello di coscienza… o no).
La porta 43 nel momento in cui è attivata dal Sole presuppone sempre che sia accompagnata dalla Terra nella porta 23 sicché in queste circostanze si definisce la forza vitale del canale 43/23: il canale dello strutturare.
In questi giorni è attiva questa forza vitale che ci condiziona ad una nuova visione delle cose, un approccio “diverso”, inusuale, innovativo, talvolta rivoluzionario della vita e della sue “sfumature”. Poiché, come spiegato nel precedente transito, siamo nel Quarto della Mutazione e in questi mesi uno dei temi principali è il processo di trasformazione che implica “morte & rinascita”, l’esperienza che siamo chiamati a vivere è quella di destrutturare/lasciar morire certe nostre vecchie credenze, convinzioni, prospettive, modi di pensare affinché possa ristrutturarsi in noi/rinascere una nuova adeguata “forma mentis”/visione in grado di potenziare sempre più la nostra unicità essendo in grado di mutare la nostra consapevolezza e così influenzare gli altri a mutare.
Questa potenziante mutazione che ci permette di percepire e vivere in un altro modo, in un altro “mondo” è determinata dalla individuale capacità di ascoltare sé stessi: il proprio mondo interiore, il proprio mistero che si rivela in modo intuitivo (insight) al di là di ogni possibile logica razionale.

Ascoltare noi stessi ed infine FIDARCI di quello che emerge da dentro di noi è la grande sfida individuale.
SAPERCI ASCOLTARE – SENTIRE! –  E SAPERCI FIDARE DI NOI è la grande sfida evolutiva di questo Tempo!

Ognuno di noi, in quanto agente mutativo, è qui per riconoscere la propria “voce interiore”, razionalizzarla e manifestarla in una prospettiva unica che possa mutare sé stesso e l’altro con cui interagiamo. Un processo facile a parole ma non nei fatti.
Pressati come siamo dai tanti seducenti condizionamenti esterni non è facile dare ascolto alla nostra verità interiore e abituarci a fidarci di lei.
Siamo molto condizionati al dare ascolto alle autorità esterne anziché fidarci della nostra Autorità.

Spesso fatichiamo a riconoscere se ciò che “stiamo ascoltando” dentro di noi è frutto di una nostra intuizione, della voce con cui si esprime la nostra verità (il nostro “sentire”) o è il prodotto di un ragionamento mentale, un auto-inganno frutto degli automatismi della paura. 
Soprattutto ad interferire con la manifestazione del nostro ascolto interiore, del nostro modo di manifestare la nostra unicità è la paura del rifiuto: la paura di essere rifiutati per quello che siamo; paura di essere fraintesi e rifiutati per il nostro modo unico di essere e concepire le cose.
Questa paura, per lo più in questo contesto mentale sotto forma di ansia, sorge quando temiamo che le nostre idee, il nostro modo di pensare, sia troppo strano, bizzaro, “particolare” e che per tanto non saremo in grado di spiegarlo, di farlo comprendere all’altro che, di conseguenza (come teme la nostra mente identificata) ci giudicherà e rifiuterà in quanto “diversi”, “estranei”.
Tante volte quello che succede quando non siamo invitati ad esprimere la nostra visione (non è il momento di condividere) o specie quando la malinconia ci viene a trovare ma noi cerchiamo di evitarla, è cadere nell’errore di volerci esprimere lo stesso sforzandoci di spiegare all’altro il nostro “mondo interiore” ma, ovviamente, senza riuscirci in quanto mossi dalla paura e dai suoi automatismi. Si innesca una profezia auto-avverante per cui nel momento che agiamo in base alla paura di essere rifiutati finiamo esattamente per trovarci in situazioni dove veniamo rifiutati finendo per incolpare l’altro e la sua ristretta visione o noi stessi a danno della nostra auto-stima. Il che avvera esattamente i nostri timori di non essere compresi e sentirci esclusi/isolati.
Non siamo qui per agire mentalmente (vedi l’ultimo video in fondo alla pagina) e non siamo qui per agire mossi dalla paura.
Siamo qui per agire e condividere con Spirito, dallo Spirito, il nostro Sé (altra tematica portata dal 4° Quarto in questi mesi).
Se siamo invitati e se c’è Spirito agiamo e condividiamo altrimenti… ottimo stare in Silenzio.
Non c’è nulla di più potenziante dello stare ritirati in silenzio in ascolto a noi stessi. Questo tra l’altro è ciò che ci propone la Malinconia quando viene a farci visita.
Conviene uscire da questo spazio di silenzio SOLO se davvero riceviamo un degno invito: talmente trascendente da farci rinunciare allo spazio sacro del silenzio.
Il che implica saperci bene ascoltare e saper scegliere e selezionare bene le nostre relazioni e i luoghi di incontro affinché siano elementi davvero potenzianti per noi dove siamo nutriti nello spirito e, in caso, non temiamo di sentirci rifiutati nella nostra unicità.

In questi giorni – nel momento in cui ce lo concediamo – possiamo sentirci aperti alle novità e talvolta sconvolti, scioccati da queste novità.
Possiamo sentire una voce interna darci alcuni suggerimenti. La difficoltà può esserci nel non saper distinguere quando è la nostra intuizione a parlarci o le paure della mente. Innanzitutto qui, nel campo mentale, quando parliamo di intuizione la dobbiamo distinguere da quella del corpo.
Stiamo sempre parlando di due forme di sapere interno ma con delle piccole differenze.
L’intuizione della mente detta insight, la voce della coscienza, la lampadina dell’Eureka di Archimede nei fumetti di Topolino è qualcosa che sentiamo improvvisamente, inaspettatamente dentro di noi facilmente dal collo in su. Come un sapere, una conoscenza che emerge d’improvviso e non si sa da dove viene ma si riconosce come vera, quanto meno per noi.
Magari un concetto che stiamo leggendo e che ci “folgora” aprendoci a nuovi livelli di coscienza. Un pò come la celebre “mela di Newton”.
Mentre l’intuizione del corpo è più qualcosa che percepiamo dal collo in giù, qualcosa che si riferisce ai nostri sensi e si basa su tematiche relative alla sopravvivenza. Quell’intuito lungimirante che ci avvisa se è il caso di fare quel salto, uscire con quella sciarpa, portare con noi quel libro o quell’arnese.

Il punto è: Come sposso distingue l’intuito dalla paura?
Perché spesso la paura arriva ad interferire la nostra voce interiore inducendo o ad affrettare la decisione o a bloccarci nella decisione.

Colgo occasione per ringraziare Gabriele Policardo perché nel recente modulo sulle Bio-Costellazioni ha rivelato questa differenza ed io l’ho riconosciuta vera e ve la condivido a mio modo.
La differenza tra la voce dell’intuito e quella della paura può sintetizzarsi così: nel momento in cui sentiamo che sta parlando l’intuito ci sentiamo rilassati, alleggeriti in merito a quella decisione.
Magari non è piacevole la decisione in quanto razionalmente svantaggiosa secondo i parametri della logica mentale e sentiamo che il nostro Critico Interiore ci sta massacrando col suo impietoso giudizio però… ci sentiamo più rilassati e sereni nel seguire l’intuito.
Mentre se è la paura che ci parla e ci spinge a fare o non fare… ci sentiamo più tesi, contratti, stressati, appesantiti e facilmente preda di fretta, ansia, eternamente insicuri e con dubbi permanenti com’è tipico di una decisione mentale.

Che questo transito di ascolto interiore ci possa aiutare ad entrare più intimamente in contatto con noi stessi, col nostro Spirito – sentirlo in ogni piccola grande decisione – e saperci potenziare a vicenda rinnovando l’impegno di praticare la nostra Strategia e Autorità condividendo quando davvero lo sentiamo, col giusto invito, selezionando le giuste frequenza, le giuste persone e contesti in cui condividere la nostra unicità.
In questo mondo di ipocrita apparenza dove a parole siamo tutti uguali e ci dobbiamo impegnare per esserlo in una miope forzata tolleranza a prescindere… l’invito è di essere sempre più aperti alle diversità MA sempre nel rispetto della nostra unicità che è il nostro solo chiaro punto di riferimento da seguire: il nostro faro nella notte.
Sapendo che nel momento che ascoltiamo, accogliamo e manifestiamo la nostra unicità stiamo anche ascoltando, accogliendo e manifestando la nostra “follia”: la meravigliosa rivoluzionaria contagiante follia del nostro modo di Essere ciò che siamo.
Siamo quello che siamo non per paura o per convenienza ma perché – per scelta (animica) – non abbiamo altra scelta che essere quello che siamo. Adesso. Qui. Ora.

Te la senti di contattare la tua follia? 
Te la senti di esprimere la tua innovativa creativa individualità?
Te la senti di concederti e condividere la tua folle autenticità? la tua misteriosa sorprendente diversità?
O preferisci nasconderti tra le sicurezza di una vita omologata?

Buona strutturazione di una nuova autentica visione-ascolto interiore.
Per strutturare un nuovo mondo in cui valga veramente la gioia di esserci e dove possiamo attuare la Missione che ci siamo proposti quando ci siamo incarnati.
Chiaramente….
Individualmente Insieme.

 

 

Affinché il risultato possa essere mantenuto, un nuovo ordine deve essere stabilito in modo equo.
- Porta 43, I Ching del Rave -
Just Now 13.11.23
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