Chiarezza… in confusa intimità

Salve a tutti,
dal 4 al 9 settembre il Sole transita nell’esagramma 64: la Porta della Confusione; Prima del Completamento.
Nei transiti precedenti (vedi sul sito) il Programma Evolutivo ci ha educato a sperimentare a cosa dire Sì e a cosa dire No.
Di fatto questa lezione ci viene proposta continuamente in questo Pianeta Scuola dove siamo qui per maturare consapevolezza attraverso il libero arbitrio nell’arte di saper scegliere e decidere (che non sono esattamente la stessa cosa).
In particolare questa lezione ci viene ciclicamente fornita proprio in questo periodo quando stiamo attraversando il 3° Quarto* che porta il tema delle relazioni: del confronto con l’altro. *[Se non avete idea di cosa siano i Quarti in Human Design potete andare a leggere in fondo alla pagina sui transiti planetari nel sito]
Nel confrontarci con l’altro, con ciò che è diverso da noi (dove per “noi” intendo – in essenza – la nostra anima), possiamo sentire (e da qui decidere) a chi/cosa siamo disponibili e a chi/cosa non siamo disponibili. Un processo decisionale che tende per natura alla chiarezza (decisione corretta/allineata).
Ma anche un processo che per natura – nel relazionarci con l’altro/il diverso – innanzitutto passa attraverso la confusione.
Una confusione iniziale che è implicita nel passaggio tra il caos e l’ordine; tra l’io e l’altro.
Dove il caos è rappresentato dalla grande (op)pressione a cui la mente è sotto-posta nel cercare il senso dell’esperienza nel passato.
Dove il caos… sono io stesso! Io ogni qualvolta sono identificato con la mente. E dove l’altro solo mi riflette la mia confusione (mentale) interna… e mi offre (se me lo concedo) la possibilità di trovare ordine/chiarezza.

La confusione non appartiene di per sé allo stato naturale delle cose e di conseguenza all’intelligenza del corpo o dell’energia o del Sé (che sanno sempre nel qui e ora cosa fare).
La confusione ce la porta la mente identificata quando si sforza di cercare un senso alle cose in natura. Un senso che cerca ostinatamente nel passato che è l’unico punto di riferimento che conosce. E poi la mente, attraverso queste limitate e manipolate (dalle nostre ferite) conoscenze del passato, tende (per paura) a voler dedurre il futuro influenzando così il presente. Un bel casino!
Possiamo dire che la confusione nasce inevitabilmente quando usiamo la mente per interpretare la realtà invece che vivercela.

Una confusione che tuttavia non va giudicata ed eliminata ma accolta. Accolta esattamente per il suo scopo che è quello di condurci infine alla chiarezza in questo complesso processo astratto della nostra mente che per quanto possa sembrare sia qui a complicarci la vita rappresenta una delle nostre chiavi di consapevolezza nel saper archiviare e scandagliare le nostre esperienze. Soprattutto nella capacità di cogliere la ciclicità degli avvenimenti e – con la logica – le intime interazioni/collegamenti tra le cose.
Poiché la nostra sofferenza nasce da una distorta prospettiva della realtà nell’identificazione mentale che abbiamo dovuto adottare per sopravvivere in questa società (strategie di sopravvivenza)… riuscire a portare chiarezza nella nostra mente, nella nostra vita… è la strada per la guarigione.
Una guarigione che nasce dal saper riconoscere – scandagliando la nostra esperienza – quali sono i nostri limiti, i nostri confini.
Per consapevolizzarci a chi/cosa sapere dire SÌ e a chi/cosa dire NO. A chi/cosa relazionarci/legarci e a chi/cosa no.

La confusione ci porta a dubbi e i dubbi alimentano la confusione. Ed entrambi ci spingono a trovare risposte e soluzioni… ad investigare l’esperienza di vita e farci delle domande:
Chi sono io?
Chi sono io in relazione al mio corpo? e al corpo dell’altro?
Chi sono io in relazione alla mia mente? ai miei pensieri? alle mie idee? alle mie opinioni? ai miei dubbi? Quanto mi influenzano i miei pensieri, le mie credenze, le mie convinzioni? Quanto sono “miei” quelli che ritengo i “miei” pensieri, ragionamenti, convinzioni?
Chi sono io in relazione alle mie emozioni? Quali emozioni sto sentendo ora? Sono io che governo loro o loro che governano me?
Chi sono io in relazione all’altro? al mio partner, ai miei genitori, ai miei parenti, ai miei amici, ai miei colleghi, agli sconosciuti?
Chi sono io in relazione al tempo? Come uso il tempo che ho a disposizione?
Chi sono io in relazione ai miei bisogni? ai miei desideri? al mio lavoro? alle mie passioni? al cibo? al sesso? all’amore?
Chi sono io in relazione alla vita? Sto davvero vivendo? o no?

Ma tu… chi sei? Chi sei per me? Chi sono senza di te?

Attenzione che la con-fusione nasce quando ci “fondiamo” (identifichiamo) con l’altro… ciò che non siamo! Evitiamo questa depistante “fusione con”.
Che sia con il partner , l’amico o  la nostra mente.
Stiamo al nostro posto.

In questi giorni siamo particolarmente sottoposti ad una revisione del nostro passato e a farci delle domande per il futuro. In tutte le nostre relazioni. Specie quelle intime e relative al lavoro.
Ricordiamoci che non ne usciamo pensando, ragionando, calcolando, valutando ma… sentendo. Facendo chiarezza nelle nostre emozioni, nel nostro dolore, nelle nostre ferite.
Respirandoci dentro. Creando spazio.
Il processo che dalla confusione partorisce la chiarezza (sì/no) necessita di tempo… di pazienza. Non necessariamente di “tanta” pazienza (tanto tempo)… ma di quella che serve: quella di cui c’è/abbiamo bisogno. Accogliamo questo processo e supportiamolo come meglio possiamo: radicati nella nostra Strategia e Autorità.
Portiamo chiarezza nelle nostre relazioni. Partendo dalla relazione con noi stessi.
Pazienza e Presenza. Allungare il respiro.

Buona confusione per la chiarezza. In amore a noi stessi.

Individualmente Insieme.

Ps.1 se vediamo che qualcuno è confuso o nel dolore… tratteniamoci dal cadere nella pressione di volerlo aiutare ed iniziare a farlo pretendendo di avere la chiarezza/soluzione per lui.
Stiamo al nostro posto, respiriamo dentro al disagio che sentiamo e attendiamo di essere richiesti. Ed una volta richiesti sentiamo con sincerità se davvero dentro di noi siamo disponibili.
Se non siamo richiesti o non ci sentiamo disponibili…. seguiamo la nostra verità. Solo così possiamo aiutare noi e anche l’altro.

Ps.2 ricordiamoci che talvolta un “empatico silenzio”, una silente presente connessione, un semplice “tocco”, aiutano più di mille parole.

Ps.3 nella confusione è facile reagire e condividere confusione finendo per cadere in fraintendimenti che portano a litigare. Necessario condividere da uno spazio di chiarezza. E se non si è chiari… si aspetta magari facendo una bella passeggiata o una dormita. In ogni caso, prima di condividere da uno spazio di chiarezza, buona cosa accertarci che l’altro sia effettivamente disponibile.

 

La confusione nasce inevitabilmente quando usiamo la mente per interpretare la realtà invece che vivercela.
Just Now 5.9.22
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