Il Santo Graal è l’esperienza

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Salve a tutti,
dal 10 al 15 aprile il Sole ci fa maturare dall’esagramma 42: la Porta della Crescita; Aumento.

Nei giorni scorsi il Programma Evolutivo (vedi transiti precedenti), attraverso situazioni scioccanti (per la mente identificata), ci ha iniziato a nuovi modi di vedere, concepire l’esperienza di vita. Per chi ha avuto il coraggio di mettersi in gioco – attraversare certe paure, confrontarsi con alcune diversità, approcciare certi misteri – abbiamo potenzialmente vissuto delle situazioni che hanno un pò shakerato certe nostre convinzioni e credenze, scuotendoci dalle nostre zone di comfort per aprirci a nuove prospettive, scoprire nuove parti di noi, sperimentare nuovi modi di essere.
Ora siamo chiamati ad integrare queste esperienze e maturarne un senso.

In questi giorni siamo condizionati a confrontarci col passato, con ciò che abbiamo vissuto; lavorare nei nostri ricordi e memorie in modo retrospettivo cogliendo questo viaggio nel passato per fare un check, un esame di coscienza sulla nostra attuale situazione presente.
Un tuffo nel passato, un’immersione in ciò che è stato, per riemergere nell’adesso maturando il senso dell’esperienza che ci porta maggiore consapevolezza, maggiore radicamento nella vita ed il suo scopo.
È tempo in cui si chiudono i cicli esperienziali, com’è naturale che sia, poiché – per Legge Naturale – tutto ciò che inizia ha una fine. E tutto ciò che finisce non viene eliminato ma trasformato. Trasformato in nuovi inizi. Così la vita procede, avanza. Attraverso cicli. Cicli in cui tutto ciò che inizia, prima o poi, finisce e si ricomincia.
Ma tra un ciclo e un altro c’è un momento essenziale e delicato che è la maturazione del senso. Il senso di ciò che è stato per discernere cos’è utile tenere della precedente esperienza nel nuovo ciclo e cosa lasciar andare.
In questa fase possiamo facilmente cadere nella trappola di aggrapparci a ciò che è stato, a certi sentimenti e sentimentalismi provati in passato, attaccarci a certe idee, schemi, reminescenze e qui… bloccarci: resistere al cambiamento che ineluttabilmente avanza e quindi inevitabilmente finire col soffrire nel rimanere disconnessi da quello che c’è.
Nel “bene” e nel  “male” la vita scorre, scorre sempre impetuosamente e noi, prigionieri delle nostre paure e aspettative, rimaniamo attaccati da qualche parte a lottare contro il flusso che ci trascina sempre più forte. Una lotta inutile, impari che prolunga e ritarda un’armonia che dev’essere e sarà. E che, per altro, è a nostro beneficio: è PER noi!
In questa fase transitoria che ci invita al cambiamento, oltre alle false paure della mente identificata che sempre creano resistenze al flusso della vita, in particolare dobbiamo portare attenzione alle aspettative della mente che ci inducono a uscire dall’unica dimensione possibile: il presente.
L’aspettativa è un aspetto tipicamente umano che ci distingue dagli altri esseri noti e che ci induce a desiderare qualcosa di diverso da quello che c’è. Inteso dire qualcosa che è considerato “migliore” rispetto a quello che c’è secondo la nostra personalità (quello che crediamo di essere). Un desiderio, una speranza di miglioramento delle nostre condizioni a vario livello: economico, relazionale, sociale, di salute, di conoscenze…
Il punto è che quest’aspettativa proprio perché ci distoglie dall’assoluta perfezione che permea il presente non può che concludersi con delle delusioni.
Non può che essere così nel momento in cui, nell’ignoranza di saper accogliere la perfezione di quello che c’è, cerchiamo altrove.
Da tempo immemore l’uomo ha sempre inseguito le “carote” proposte dal Programma Evolutivo: validi escamotage per spronarci a superare i nostri limiti ma che non conducono per forza ad una consapevole felicità (dove la vera felicità sta nella consapevolezza).
Tra i tanti ricordiamo il Santo Graal, la Pietra Filosofale, l’elisir di eterna giovinezza, il vello d’oro, la santità, la ricchezza, la saggezza, la fama… tutti cammini proposti per risvegliarci ma che per lo più ci hanno portati ad un più profondo addormentamento nel momento in cui abbiamo iniziato queste ricerche spronati dalla vanità umana, dall’ego.
L’ego che separa e appunto ci separa dal presente, dall’accettazione di ciò che siamo e di quanto abbiamo già nell’essere ciò che siamo (il Dono della Vita).
In realtà il Santo Graal e tutto ciò che può rappresentare non è certo un oggetto, non certo qualcosa di esterno (soldi, partner, successo) che magicamente può cambiare la nostra situazione senza che noi facciamo nulla per cambiare. Il Santo Graal è l’esperienza stessa. Quando si parla della Ricerca del Santo Graal l’attenzione dev’essere posta non sulla fantomatica coppa in cui avrebbe bevuto il Cristo ma sulla Ricerca: l’Esperienza stessa.
Dove il Santo Graal non è altro che il pretesto per innescare questa esperienza che ha il fine di farci approdare alla consapevolezza: la consapevolezza di ciò che siamo.
[Un’insegnamento ben narrato nel libro l’Alchinista di Paulo Coelho]

Per rimanere nella nostra quotidianità vediamo il Santo Graal come la ricerca della nostra felicità che alcune volte si mostra come “il lavoro della nostra vita”, il “successo” a vari livelli, “la relazione perfetta”, la “performance sessuale impeccabile”, la “cena ideale”, l'”essere migliori”, l’avere quella tal cosa che ci renderà più felici, appagati, realizzati ecc.
Ma questi oggetti dei (nostri?) desideri non sono qui per essere per forza realizzati ma sono funzionali a farci fare l’esperienza. È l’esperienza ciò che – veramente –  conta!
L’esperienza PER l’esperienza senza altro fine se non quello di viverci quel che c’è… possibilmente in modo consapevole (questo il vero profondo fine).
Un’esperienza che è adesso e che funziona quando scorre nell’adesso e non quando rimane intrappolata nella rete di ciò che è stato.
La vita procede per cicli. E quando un ciclo ha fatto il suo corso è tempo di maturare esperienza e, potenziati dalla consapevolezza emerse da quell’esperienza, immergerci in un nuovo ciclo. Per far sì che questo accada, prima di iniziare un nuovo ciclo ci dobbiamo assicurare che il vecchio sia stato portato alla sua fine naturale. Altrimenti ciò che è rimasto incompiuto, irrisolto ritornerà nel nuovo ciclo. E questo è particolarmente evidente nelle relazioni (in questa o in altre vite). Se qualcosa non l’abbiamo risolto nelle nostre relazioni si presenterà e ripresenterà finché non lo riconosciamo e non lo risolviamo. Così funziona la Legge dei Cicli. Che poi è la Legge del Karma.
Le nostre relazioni sono funzionali a mostrarci le dinamiche create dalle ferite e irretimenti del nostro sistema familiare. I blocchi che ci trattengono, i nodi che ci impediscono di procedere non sono un “problema”, sono funzionali a mostrarci dove porre la nostra attenzione: su cosa lavorare per “liberarci” e proseguire l’esperienza.
È fondamentale che ciò a cui ci impegniamo sia corretto per noi, poiché una volta iniziata una certa esperienza, entrati in un ciclo, è molto difficile uscirne fuori.
Da che entriamo in una relazione o in una attività, se non sono corrette per noi, possiamo rimanerci invischiati a lungo, fare molta fatica e sperimentare molta sofferenza prima di riuscire ad uscirne fuori. Per questo è fondamentale prendere correte decisioni nella vita e non metterci a decidere pensando razionalmente ai “pro e i contro”, alle convenienze o mossi dai bassi istinti ma sentendo quello che è corretto per noi: seguendo la nostra Strategia e Autorità che ci permettono di massimizzare lo sviluppo del nostro pieno potenziale.

In questi giorni facilmente possiamo ritrovare aspetti del passato: siano ricordi, foto, immagini, video, film, canzoni, lettere, oggetti.
Molti argomenti di questi giorni riguarderanno il confronto tra il presente ed il passato, in relazione all’umano ciclo di piacere-dolore.
Ed è facile che riaffiorino vecchi sentimenti, risentimenti, pensieri, nostalgie, disagi, rabbie riguardo a passate relazioni.
ATTENZIONE AGLI SBILANCIAMENTI EMOZIONALI. Specie a quelli mossi dai sensi di colpa e dalle aspettative del lieto fine.
In natura non esiste il “lieto fine”
. Esiste solo nelle nostre menti identificate intrise di moralismi e fantasticherie. In natura ogni fine è “lieta” perché conclude un ciclo e permette ad un altro di iniziare garantendo il fluire della vita, l’evoluzione.
Non lasciamoci trasportare dai sentimenti e sentimentalismi ma rimaniamo in OSSERVAZIONE di quello che emerge. Semplicemente osservando il film senza identificarci con quello che viene proiettato sullo schermo. Stiamo con il nostro sentire e sentiamo cosa hanno da dirci gli eventuali ricordi e situazioni che ritornano. Lì, senza tanto accanirci a cercare, emergono messaggi importanti per noi: si può rivelare il senso dell’esperienza e con questo goderci ancora più nel profondo l’adesso.

Ricordiamoci gli importanti insegnamenti che ci porta il transito:

  • Tutto è ciclico, transitorio
  • Tutto ritorna se non si è risolto
  • per entrare correttamente in un’esperienza è opportuno fare una cosa alla volta… e ogni cosa al suo tempo (aspettare la chiarezza per agire).
  • non è bene quello che finisce bene ma ciò che finisce
  • il dolore fa parte dell’esperienza come il piacere anzi… proprio l’esistenza del dolore determina l’esistenza, il senso del piacere.
  • attenzione alle superstizioni, alle credenze e alle facili giustificazioni mentali che usiamo per cercare di superare la confusione invece che aspettare per la chiarezza.
  • ASPETTA LA CHIAREZZA (non aspettarti che la chiarezza arrivi “a caso”, “forse”; aspettare la chiarezza significa rimanere presente al tuo sentire)

Alcuni di questi importanti insegnamenti, che qui solo cito, li approfondirò nei prossimi giorni sul gruppo Telegram: https://t.me/humandesigncounselor

Buona fine dei vecchi cicli e inizi dei nuovi. Nella pratica della tua Strategia e Autorità.

Individualmente Insieme.

Ps. Oggi 10 aprile 2024 Nettuno, dopo più di due anni nella Porta 36 (Porta della Crisi, l’Oscuramento della Luce  è entrato nella Porta 25: la Porta dello Spirito del Sé; Innocenza. Se riesco appena posso ne parlo.

 

L'espansione delle risorse che massimizzano lo sviluppo del pieno potenziale.
- Porta 42, I Ching del Rave -
Just Now 10.4.24
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